Differenze tra avvocati civilisti e penalisti

Il mondo della legge è ostico per i cittadini e quando ci si trova ad avere bisogno di assistenza legale non è così semplice individuare il professionista a cui rivolgersi. Non tutti, infatti, sanno che non tutti gli avvocati si occupano di ogni tipo di causa e questo può far perdere molto tempo, soprattutto se si ha fretta di trovare la persona giusta a cui affidarsi. Per prima cosa bisogna avere chiara la differenza tra avvocato civilista e penalista e sapere se la materia su cui ci serve aiuto fa parte del primo o del secondo ambito.

L’avvocato civilista si occupa di controversie tra privati e che riguardano, quindi, il diritto privato. Il codice civile rappresenta il “testo sacro” per l’avvocato civilista, che si occupa, per fare solo alcuni esempi, di cause di condominio, tra vicini di casa, cause relative al diritto di famiglia (per esempio separazioni), cause di lavoro, fallimenti, recupero crediti, cause di previdenza, cause contro banche, cause tra clienti e fornitori… Gli ambiti del diritto civile sono così ampi che può capitare, spesso, che un avvocato decida di specializzarsi in uno di questi o solo in alcuni e quindi troviamo l’avvocato divorzista, piuttosto che l’avvocato esperto in materia di lavoro, in diritto societaria, in tutela del patrimonio o in nuovi media.

Per farsi un’idea consigliamo di dare un occhiata al sito www.avvocatoveronatosi.com. L’avvocato penalista, invece, si occupa di reati e di tutto quello che concerne i rapporti tra i cittadini e la procura della Repubblica. Un avvocato penalista fa riferimento al codice penale e difende appunto chi è accusato di un reato. I reati si dividono in moltissime tipologie: reati della strada, reati contro il patrimonio, contro lo stato, contro la persona, reati fiscali, reati contro l’onore e la dignità, per citarne solo alcuni.

Italiani più ricchi: quali sono le imprese più redditizie del 2017

Le classifiche degli italiani più ricchi, che ogni anno vengono stilate per determinare i paperoni che abitano lo Stivale, ci ripropongono un leitmotiv ricorrente: eccezion fatta per il sempre presente Silvio Berlusconi, i nostri connazionali super ricchi provengono da realtà imprenditoriali nate piccole e poi diventati dei colossi mondiali nei rispettivi settori.

La ricchezza italiana quindi sembra andare di pari passo con l’imprenditorialità tipica del nostro paese, legate ad attività familiari che poi vengono baciate dal successo e anche da una buona dose di fortuna che spingono aziende ben gestite e sapientemente organizzate verso il gotha delle aziende multimilionarie italiane e mondiali.

Con questi presupposti, sembra quindi abbastanza normale che in tanti coltivino segretamente il sogno di trasformare la propria impresa, piccola o grande che sia, in una di queste realtà che dominano il panorama economico nazionale, nella speranza, un giorno, di avere un posto nella classifica degli italiani più ricchi ed emulare i Ferrero con la loro multinazionale specializzata in prodotti dolciari nata nel 1946 in un piccolo laboratorio piemontese, oppure la Luxottica nata come piccola realtà produttrice di occhiali per conto terzi ed ora leader mondiale del settore.

In un mondo dell’economia e del lavoro che cambia e muta di continuo a velocità impressionanti, con dinamiche inimmaginabili quando queste realtà economiche di successo videro la luce, in che modo sarà possibile scommettere su una determinata attività rispetto ad un’altra?

Ivrea, Lavoratori in lotta con Vodafone per trasferimenti interni

Il caso dei trasferimenti dei lavoratori Vodafone, che da Ivrea sono stati spostati a Milano, continua a creare grande scandalo attorno alla società inglese. Si tratta di una vicenda che racconta un atto ritorsivo nei confronti di lavoratori che hanno tentato di tutelare i propri diritti. Due incontri presso gli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro, il 12 e il 27 luglio: hanno partecipato azienda e sindacati per trovare un accorto che riducesse al minimo i disagi causati dal trasferimento. Un trasferimento che non è mai stato sospeso, nonostante le numerose richieste.

Cos’è accaduto dopo l’incontro in regione

Nell’incontro, Vodafone è arriva con un’alternativa ai trasferimenti che prevede il licenziamento dei lavoratori in questione, oltre al passaggio presso la Comdata Spa. E la firma dell’accordo è arrivata senza prevedere che venissero, invece, ritirati i trasferimenti. Una scelta che indica totale noncuranza rispetto alle sentenze del Tribunale, che impongono il reintegro in Vodafone a causa di una cessione verso Comdata. E intanto Cgil-Cisl-Uil hanno firmato l’accordo per i 17 lavoratori trasferiti.

Gelato che passione: giro d’affari da 1,4 miliardi

Non è solo un dolce consumato tutto l’anno, o un modo gustoso per refrigerarsi durante le giornate più calde. Quello del gelato è un vero business da brivido. E’ tra i dolci nazionali più amati in tutto il mondo, diventando simbolo di italianità. Nel nostro Paese è emerso che il gelato può favorire un giro d’affari da circa 1,4 miliardi, con oltre 19mila imprese, divise tra commercio, produzione e punti vendita. E’ capace di fornire occupazione a quasi 69mila addetti.

A dirlo è la camera di commercio di Milano, che ha analizzato i dati del registro imprese per l’anno 2016.

Roma ha il primato del gelato: Palermo e Milano in crescita

A livello regionale si scopre che Roma è leader del gelato, tanto da vantare 1.399 attività e oltre 4mila lavoratori. E’ seguita da Napoli, che ha un alto numero di imprese, pari a 933 attività, e Milano che ha più di 2.600 addetti. La top 10 comprende anche la città di Torino, seguita nell’ordine da Salerno, Bari, Brescia, Palermo, Venezia e Catania.

Le due città che hanno visto aumentare il numero delle attività sono Milano e Palermo; la prima con una crescita del +4,5%, la seconda il +3,6%. E sembra che il 2017 possa promettere altrettante soddisfazioni per il settore!

 

Droni, I migliori modelli in vendita sul mercato 2017

Riuscire a eleggere il miglior drone 2017 è sicuramente una delle realtà più complicate del settore. Un drone è un accessorio digitale che sta diventando man mano sempre più desiderato per la versatilità che lo caratterizza. Proprio per questo è difficile riuscire a trovare il modello adatto a noi.

Scopriamo insieme quali sono i modelli principali, quelli che sentiamo di poter consigliare per un acquisto scoprendo tra tutti la vendita droni del sito droniblog.it!

I modelli più ricercati del momento

Non possiamo non partire dalla cinese DJI, leader del settore, che ci presenta il suo Mavic Pro. Si presenta con una camera 4k, sensori anticollisione, capacità di riconoscere e seguire mezzi o persone in movimento (animali compresi) e una capacità di volo fino a 7 kilometri.

Un altro gioiello della casa cinese, capace di offrire equilibrio fra prestazioni e prezzo, è il DJI Phantom 3 Professional.  Questo drone pesa 1280 grammi, viene equipaggiato con un ricevitore GPS che è in grado di acquisire i satelliti del sistema americano e russo Glonass. Ha un’autonomia di volo di 23 minuti grazie alla batteria a 4S da 4480 mAh, e lo streaming live ha qualità di 720p a 30 fps.

Ma la sfida si anima se parliamo della francese Parrot e del suo Bebop 2, quadricottero che è alla portata di tutti. E’ venduto in 2 versioni, usa smartphone e tablet come controller e come dispositivi per osservare le immagini della videocamera montata. La risoluzione video è 1.920 x 1.080 pixel, con peso di appena 500 g. Ha uno spazio storage da 8 GB e uno stabilizzatore digitale a 3 assi.

Il miglior drone del mercato per qualità e prezzo si chiama Syma X8G è un dispositivo radiocomando con copertura a 100 m, e autonomia a 7 min. Ha una fotocamera sostituibile capace di realizzare filmati a 1080p e uno stabilizzatore a 6 assi. E’ particolarmente amato perché ha un attacco fotocamera compatibile con la GoPro e un’ottima stabilità di volo.

Costo dei droni

Ma quanto bisogna spendere per un buon drone? In media possiamo dire che sconsigliamo di andare al di sotto della soglia dei 500 euro, almeno per chi voglia farne un uso semi-professionale. Un drone 4k, con una telecamera di qualità avrà un costo più elevato, ma sempre al di sotto della versione professionale. In questo caso la somma salirà fino a 1000 euro.

E’ chiaro che i principianti potranno partire acquistando un modello economico, che sia piccolo, compatto ed equipaggiato correttamente per garantire determinate esperienze di volo. In questo caso il loro costo si aggira tra i 50 e i 100 euro.

Come Aprire un’Attività o Negozio in Franchising?

Vista la forte crisi che ha colpito il mondo del lavoro in Italia, un sempre maggior numero di persone cerca una soluzione per potersi mettere in proprio. Il settore che maggiormente è riuscito a fronteggiare questo momento difficile è il franchising. Questa affiliazione commerciale non è altro che una formula tra imprenditori per garantire la distribuzione di beni e servizi. Viene usata soprattutto da chi voglia aprire un negozio e avviare nuove imprese. Vediamo quali sono le caratteristiche del franchising e cosa bisogna fare per poter aprire un’attività.

Attività di franchising: tutto ciò che devi sapere

Grazie al decreto legislativo numero 114 del 1998 è possibile aprire un negozio in franchising seguendo un iter che è notevolmente semplificato. Prevede infatti pochi passaggi lineari.

Questa formula è utile se sei alla ricerca d’idee imprenditoriali che siano già affermate e di successo a cui pui affiliarti in franchising. Al tempo stesso è adatto a chiunque voglia un’attività continuativa nel tempo con l’obiettivo di guadagnare da subito avendo un manuale che sia operativo. Infine il franchising si rivolge a quelle persone che vogliono minimizzare l’investimento senza finire in perdita, in termini di tempo e denaro.

 Ogni contratto di franchising deve comprendere alcuni elementi senza i quali non si può procedere: partiamo da investimento, il know-how, royalties (percentuali sul fatturato), una zona in esclusiva, manuale operativo che è fornito dall’affiliante, la possibilità di recesso e  la dichiarazione della durata del contratto. Abbiamo appena introdotto la figura dell’affiliante, che avrà una serie di obblighi importanti da rispettare. In un’attività di franchising dovrà:

  • fornire al franchisee la copia del contratto che sancisce l’inizio dell’affiliazione;
  • consegnare i documenti relativi a ragione e capitale sociale;
  • riportare i marchi da utilizzare;
  • compilare un report sulle caratteristiche dell’attività che stabilisce il rapporto in franchising.

L’azienda madre può essere produttore o distributore di prodotti e servizi di una determinata marca. Andrà a concede all’affiliato il diritto di commercializzare i prodotti utilizzando l’insegna dell’affiliante.

Puoi trarre degli ottimi spunti per aprire un’attività in Franchising visitando il Salone del Franchising di Milano, uno degli eventi più importanti in Italia per chi opera in questo settore.

Suggerimenti per la stipula del contratto

Al momento della stipula di un contratto di franchising bisogna controllare  tutti gli elementi utili per portare a termine l’affare. Verifica quindi ambiti ed estensioni per la clausola di esclusiva che di norma vincola il franchisee a non vendere beni in concorrenza. La durata del contratto è altrettanto importante, poiché potrai anche puntare su un accordo a tempo indeterminato o determinato. È bene prevedere l’obbligo, da parte del franchisee, di rispettare tutte le indicazioni fornite dal franchisor, mantenendo l’impegno di adeguare l’esercizio e quindi il negozio con segni che siano distintivi.

Avviatori di emergenza per auto: come scegliere?

Ti è capitato di trovarti in autostrada con l’auto in panne? Per evitare che il tuo stop si protragga a lungo, è opportuno poter contare su un avviatore per auto, detto anche booster. Non si tratta di un comune caricabatterie, che serve per mantenere carica la batteria. Il suo scopo è quello di aiutarti a riavviare il motore in situazioni di totale emergenza. Vi sono tanti modelli in vendita sul mercato, ma come facciamo a riconoscere quello più adatto a noi? Di seguito ti forniremo una serie di consigli utili che faciliteranno l’acquisto.

Guida all’acquisto: che cosa devi controllare

Si compone di un corpo centrale con una serie di cavi che servono per collegarlo alla batteria dell’auto grazie alle pinze: una è di colore rosso (polo positivo) e una blu o generalmente nera. Prima di tutto è giusto iniziare a valutare la potenza di un avviatore di emergenza per auto, dettaglio importante per trovare il modello che sia adatto al tuo veicolo. Se parliamo di un’automobile media, non vi sono problemi di compatibilità, ma se parliamo invece di un SUV o di un camion, allora un piccolo avviatore non sarà mai sufficiente.

Tesla vola in borsa: l’auto elettrica è il potenziale del futuro

Tesla sta vivendo un periodo davvero fortunato. L’azienda californiana produttrice di auto elettriche sta incantando i mercati finanziari di tutto il mondo, pronti a scommettere su quel che sarà. Il CEO Elon Musk si gode questo momento fortunato, dopo che nel mese di aprile, la sua attività è diventata la prima in America del settore auto a registrare ottimi risultati in Borsa, con un valore di 51,5 miliardi di dollari. In un colpo solo ha potuto così superare e distaccare nettamente General Motors e Ford che sono ferme rispettivamente a 50,1 e 44,7. Da mesi Tesla non si ferma, non arresta il suo fortunato cammino: nel giro degli ultimi 4 anni infatti è stata registrata una crescita che è addirittura superiore al 70%.

Sorpasso con meno auto prodotte

Ma che cosa si nasconde dietro a questo sorprendente sorpasso? I numeri di Tesla lasciano ben sperare in vista del futuro. A oggi infatti ha ottenuto massimi risultati andando a produrre nell’ultimo anno appena 84mila auto. Ford e GM invece sono giunte fino a quota 6,6 e 10 milioni. Dall’altra parte però i media fanno notare che i debiti sono altissimi, con un fatturato di 7 miliardi di dollari per poi perderne 700 milioni. Ma Tesla ha un vantaggio su tutte le altre aziende: sa produrre auto elettriche, ha massima esperienza nel settore batterie e questo potrebbe darle un netto vantaggio.

Le eco ideas firmate Panasonic

Per Panasonic l’obiettivo di diventare la prima azienda nel settore del consumer electronic per green innovation passa attraverso precisi target ambientali da raggiungere entro il 2018. Un impegno programmatico i cui progressi verranno comunicati con regolarità dalla divisione Panasonic Ecology Systems, società del gruppo.
I target declinati nella dichiarazione ‘Eco ideas’, rilasciata il 9 novembre 2011 e pubblicata sul sito web della company il 15 novembre di quest’anno, sono tutti finalizzati a realizzare, “un ambiente rispettoso dell’uomo e della terra” e nello specifico si focalizzano sui settori della qualità dell’aria in interni e dell’ingegneria ambientale, come fanno sapere dalla sede di Kasugai, nella Prefettura di Aichi, in Giappone.
Lo stato di avanzamento delle iniziative, per ciascun obiettivo, verrà inoltre riportato annualmente sul sito web dell’azienda che intende così affiancare crescita industriale e contributi all’ecosostenibilità.

Batterie Tesla Powerwall 2: nuovissimi sistemi di accumulo per fotovoltaico

Tesla ha dato inizio, a partire dal 2017, alla vendita di Powerwall 2, nuovo sistema di accumulo domestico che è utilizzabile con un impianto fotovoltaico, oltre a permettere la ricarica dei veicoli elettrici. I clienti potranno facilmente acquistare direttamente dal sito ciò di cui hanno bisogno, senza distributore, senza intermediario. Questa è solo l’ultima idea realizzata dall’azienda di Elon Musk che opera nel mercato delle batterie grazie alla collaborazione con Gigafactory. Quest’ultima è una grande fabbrica al litio che, a partire dal 2018, conta di far crollare i costi delle batterie, così da sostenere la diffusione delle energie rinnovabili. Scopriamo insieme ulteriori dettagli legati a Powerwall 2!

Le novità di Tesla Powerwall 2

La nuova Powerwall 2 è la batteria al litio che aiuterà il tuo impianto fotovoltaico ad accumulare energia elettrica. L’accumulatore fotovoltaico potrà essere poi utilizzato in un secondo momento, quando vi sarà il reale bisogno. Rispetto alla prima generazione di batterie, Powerwall 2 ha il doppio della capacità e si adatta al meglio agli impianti di abitazioni sia di grandi che di piccole dimensioni. Tale discorso vale anche per le aziende, che potranno così riuscire a raggiungere massima indipendenza. Abbinando il fotovoltaico al nuovo sistema Tesla, ogni casa o impresa riuscirà ad alimentarsi con una rete elettrica personale, riducendo altamente il consumo di combustibili fossili.

Sarà possibile utilizzare questa batteria intelligente andando a controllare il consumo di energia solare sempre in tempo reale. Potrai anche ricevere una notifica nel momento in cui la Powerwall 2 si appresta ad affrontare condizioni di maltempo.

Powerwall 2 per auto elettriche

Questa batteria, sostenendo l’idea e l’attività primaria della stessa azienda, è ottimale per poter essere usata su più fronti. Usando l’energia generata dalla tua impiantistica fotovoltaica potrai anche caricare, per esempio nel cuore della notte, la tua auto elettrica e qualsiasi mezzo di trasporto che funzioni con l’uso di batterie. Il più grande vantaggio è legato proprio ai bassi consumi dell’impianto fotovoltaico: la percentuale consumata dell’energia prodotta è mediamente pari al 30 – 40%. In questo modo si evitano gli sprechi, ogni ricarica è sicura e l’energia è completamente tua, al 100%.