Tesla vola in borsa: l’auto elettrica è il potenziale del futuro

Tesla sta vivendo un periodo davvero fortunato. L’azienda californiana produttrice di auto elettriche sta incantando i mercati finanziari di tutto il mondo, pronti a scommettere su quel che sarà. Il CEO Elon Musk si gode questo momento fortunato, dopo che nel mese di aprile, la sua attività è diventata la prima in America del settore auto a registrare ottimi risultati in Borsa, con un valore di 51,5 miliardi di dollari. In un colpo solo ha potuto così superare e distaccare nettamente General Motors e Ford che sono ferme rispettivamente a 50,1 e 44,7. Da mesi Tesla non si ferma, non arresta il suo fortunato cammino: nel giro degli ultimi 4 anni infatti è stata registrata una crescita che è addirittura superiore al 70%.

Sorpasso con meno auto prodotte

Ma che cosa si nasconde dietro a questo sorprendente sorpasso? I numeri di Tesla lasciano ben sperare in vista del futuro. A oggi infatti ha ottenuto massimi risultati andando a produrre nell’ultimo anno appena 84mila auto. Ford e GM invece sono giunte fino a quota 6,6 e 10 milioni. Dall’altra parte però i media fanno notare che i debiti sono altissimi, con un fatturato di 7 miliardi di dollari per poi perderne 700 milioni. Ma Tesla ha un vantaggio su tutte le altre aziende: sa produrre auto elettriche, ha massima esperienza nel settore batterie e questo potrebbe darle un netto vantaggio.

Le eco ideas firmate Panasonic

Per Panasonic l’obiettivo di diventare la prima azienda nel settore del consumer electronic per green innovation passa attraverso precisi target ambientali da raggiungere entro il 2018. Un impegno programmatico i cui progressi verranno comunicati con regolarità dalla divisione Panasonic Ecology Systems, società del gruppo.
I target declinati nella dichiarazione ‘Eco ideas’, rilasciata il 9 novembre 2011 e pubblicata sul sito web della company il 15 novembre di quest’anno, sono tutti finalizzati a realizzare, “un ambiente rispettoso dell’uomo e della terra” e nello specifico si focalizzano sui settori della qualità dell’aria in interni e dell’ingegneria ambientale, come fanno sapere dalla sede di Kasugai, nella Prefettura di Aichi, in Giappone.
Lo stato di avanzamento delle iniziative, per ciascun obiettivo, verrà inoltre riportato annualmente sul sito web dell’azienda che intende così affiancare crescita industriale e contributi all’ecosostenibilità.

Batterie Tesla Powerwall 2: nuovissimi sistemi di accumulo per fotovoltaico

Tesla ha dato inizio, a partire dal 2017, alla vendita di Powerwall 2, nuovo sistema di accumulo domestico che è utilizzabile con un impianto fotovoltaico, oltre a permettere la ricarica dei veicoli elettrici. I clienti potranno facilmente acquistare direttamente dal sito ciò di cui hanno bisogno, senza distributore, senza intermediario. Questa è solo l’ultima idea realizzata dall’azienda di Elon Musk che opera nel mercato delle batterie grazie alla collaborazione con Gigafactory. Quest’ultima è una grande fabbrica al litio che, a partire dal 2018, conta di far crollare i costi delle batterie, così da sostenere la diffusione delle energie rinnovabili. Scopriamo insieme ulteriori dettagli legati a Powerwall 2!

Le novità di Tesla Powerwall 2

La nuova Powerwall 2 è la batteria al litio che aiuterà il tuo impianto fotovoltaico ad accumulare energia elettrica. L’accumulatore fotovoltaico potrà essere poi utilizzato in un secondo momento, quando vi sarà il reale bisogno. Rispetto alla prima generazione di batterie, Powerwall 2 ha il doppio della capacità e si adatta al meglio agli impianti di abitazioni sia di grandi che di piccole dimensioni. Tale discorso vale anche per le aziende, che potranno così riuscire a raggiungere massima indipendenza. Abbinando il fotovoltaico al nuovo sistema Tesla, ogni casa o impresa riuscirà ad alimentarsi con una rete elettrica personale, riducendo altamente il consumo di combustibili fossili.

Sarà possibile utilizzare questa batteria intelligente andando a controllare il consumo di energia solare sempre in tempo reale. Potrai anche ricevere una notifica nel momento in cui la Powerwall 2 si appresta ad affrontare condizioni di maltempo.

Powerwall 2 per auto elettriche

Questa batteria, sostenendo l’idea e l’attività primaria della stessa azienda, è ottimale per poter essere usata su più fronti. Usando l’energia generata dalla tua impiantistica fotovoltaica potrai anche caricare, per esempio nel cuore della notte, la tua auto elettrica e qualsiasi mezzo di trasporto che funzioni con l’uso di batterie. Il più grande vantaggio è legato proprio ai bassi consumi dell’impianto fotovoltaico: la percentuale consumata dell’energia prodotta è mediamente pari al 30 – 40%. In questo modo si evitano gli sprechi, ogni ricarica è sicura e l’energia è completamente tua, al 100%.

Chep ed Henkel alleate in Germania a favore dellambiente

Chep, leader mondiale nelle soluzioni di pooling di pallet e contenitori, hasiglato un nuovo contratto con Henkel – leader mondiale nei settori della detergenza, il beauty care e adhesive technology – per espandere lutilizzo dei servizi di pallet pooling in Germania, sostituendo i pallet bianchi in interscambio. Nellambito dellintesa, Henkel beneficerà del servizio carbon neutral di Chep esplorando iniziative di trasporto collaborativo per ridurre limpatto ambientale.

«Chep ci sta aiutando a costruire una supply chain migliore attraverso unefficiente gestione dei pallet e grazie alla capacità di ottimizzare i network e di garantire eccellenza nella produttività delle risorse» afferma Oliver Wittig, responsabile della logistica di Henkel in Germania e Svizzera. «Da molti anni abbiamo un rapporto strategico molto stretto con Chep. Recentemente abbiamo deciso di sostituire i restanti pallet bianchi in interscambio con le soluzioni di pooling di pallet di Chep presso il nostro stabilimento di prodotti laundry home care a Holthausen, in Germania. Tutta la produzione è ora palettizzata con Chep con ottimi risultati sia in termini di risparmio sui costi sia di benefici in ambito sostenibilità».
Un recente studio di valutazione del ciclo di vita indipendente ha confermato che in Europa i pallet di Chep hanno il minore impatto sullambiente rispetto ai sistemi di pallet alternativi, vale a dire i pallet a rendere e a perdere. Lo studio è stato effettuato dalla Intertek-Rdc Environment di Bruxelles, una importante società di consulenza ambientale in conformità con la metodologia Iso 14044.

Klm Air France premia la Csr di Ferrero

Si è svolta ieri sera l’ottava edizione dei China Awards, la tradizionale cerimonia di premiazione delle aziende e delle personalità italiane e cinesi che meglio hanno colto le opportunità d’interscambio fra i due paesi.
I premi sono stati conferiti durante una charity dinner, i cui proventi saranno destinati a Lifeline Express, organizzazione non profit che offre cure e operazioni chirurgiche gratuite grazie a treni-ospedale che si muovono nelle aree più remote e povere della Cina.
La serata ha visto la presenza, per la prima volta, di Air France nella veste di sostenitore dell’evento.
«Per noi assume un significato particolare la consegna del China Award per la Corporate social responsibility, in quanto crediamo fortemente nell’impegno sociale delle grandi aziende – Fabrice Coltelloni, direttore vendite di Air France Klm in Italia –. A livello corporate la nostra attività spazia dalla ricerca di nuove tecnologie in grado di limitare l’impatto ambientale del settore aereo allo sviluppo del territorio e delle comunità nei paesi in cui operiamo. Solo la Fondazione Air France, nata giusto 20 anni fa, sostiene più di 100 progetti umanitari in tutti e cinque i continenti. Sono quindi estremamente onorato di poter consegnare questo riconoscimento a una grande azienda che sente il dovere di contribuire al progresso, non solo economico, delle realtà in cui opera».

Terzo Settore, un manifesto che dà fiducia

Fiducia: questa la parola chiave per il non profit italiano, che, tra le difficoltà di una crisi profonda, deve affermare la propria capacità progettuale ideando e attuando schemi virtuosi verso un secondo welfare. Con questintento è stato firmato oggi a Roma il manifesto “Fiducia e nuove risorse per la crescita del terzo settore”. Acri Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum del Terzo Settore, Alleanza Cooperative Italiane e Banca Prossima (la banca di Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al non profit laico e religioso), hanno sottoscritto il documento di fronte a più di 300 fra organizzazioni non profit, fondazioni e primari rappresentanti delle istituzioni.
Il manifesto Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo Settore è un’alleanza aperta a tutti coloro che dispongono di risorse, finanziarie e non, da mettere a disposizione. I primi otto firmatari rappresentano le tre principali realtà sociali e produttive coinvolte: il terzo settore, nella sua componente associativa e in quella imprenditoriale delle cooperative sociali; gli erogatori, ossia le Fondazioni di origine bancaria, di impresa e familiari; la finanza specializzata.

Il sistema delle Fondazioni di origine bancaria, che nel 2012 ha erogato circa un miliardo di euro effettuando oltre 22 mila interventi, propone una visione moderna e sinergica delle modalità di impiego delle risorse, nella quale l’intervento filantropico delle fondazioni si combina con quello di altri soggetti del privato sociale e della pubblica amministrazione locale, con il welfare aziendale, con la finanza per il sociale e con la partecipazione degli stessi cittadini, al fine di sviluppare un secondo welfare che abbia profonde radici nelle comunità.
Superano i 150 milioni le risorse erogate dalle Fondazioni non bancarie di Assifero.

Granarolo sostiene Life+ Climate Change

Ridurre le emissioni di gas effetto serra nei sistemi agricoli della Regione Emilia-Romagna. Questo lobiettivo del progetto europeo “Life+ Climate Change”, al quale hanno aderito su base volontaria sei aziende leader nei rispettivi settori: Apo Conerpo e Cso per le produzioni di pera, pesca, pomodoro e fagiolino; Barilla per il grano duro; Granarolo per il latte vaccino fresco; Granterre per il latte vaccino per il parmigiano-reggiano; Unipeg per la carne bovina. Partner tecnici del progetto sono Arpa, Crpa, Crpv e Coop Italia.

Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario e quindi gli allevamenti bovini, Granarolo sarà impegnata in progetti di riduzione dei gas serra emessi nelle fattorie dei propri soci allevatori. Il leader ha infatti messo a disposizione del progetto la propria esperienza maturata nell’ambito di diverse iniziative legate alla quantificazione e riduzione dell’impatto ambientale lungo tutta la filiera agroalimentare di produzione e trasformazione del latte vaccino.

Entro la fine del 2013 saranno selezionate sei aziende zootecniche nelle quali verranno avviati progetti di riduzione delle emissioni. Nell’ambito del progetto, di durata triennale, saranno monitorati i principali fattori produttivi che influenzano l’emissione di gas serra lungo la filiera di produzione del latte. Nello specifico, saranno definite iniziative che hanno l’obiettivo da un lato di incrementare i fattori produttivi (favorendo la riduzione delle emissioni) e dall’altro di controllare e diminuire l’impatto generato dai fattori che invece determinano un maggior contributo in termini di emissioni di gas serra.

Cpl Concordia, sostenibilità da Oscar

L’azienda multiutility Cpl Concordia ha vinto l’Oscar di Bilancio 2013 per la categoria “Società e Grandi aziende non quotate”, grazie al suo annual report (composto dal Bilancio di esercizio e Consolidato e dal Bilancio di sostenibilità 2012), la cui redazione, relativa in particolare al Bilancio di sostenibilità, è stata curata dal Centro Studi BilanciaRsi. L’Oscar di Bilancio è un premio annuale organizzato da Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, assegnato a 11 categorie di organizzazioni che abbiano attuato la migliore rendicontazione economica, sociale e ambientale e una conseguente comunicazione efficace e innovativa verso tutti i pubblici di riferimento. Oltre ad aver vinto l’Oscar di Bilancio 2013, Cpl Concordia è stata insignita del Premio Quadrofedele Airces per i migliori Bilanci desercizio e sociale (Premio Speciale Best), fra tutte le cooperative italiane, per gli elevati standard qualitativi raggiunti con entrambi i documenti. Il Premio Quadrofedele, a cui concorrono tutte le cooperative nazionali aderenti a Legacoop, ha una giuria presieduta da Airces Associazione dei revisori contabili del sistema cooperativo, e sostenuta da Ferpi, la Federazione che organizza l’Oscar di bilancio.

Cpl è un gruppo cooperativo sorto nel 1899, operante in Italia e all’estero in quattro settori principali: reti, energia, gas e tcl, che garantisce lavoro a oltre 1.600 addetti in 16 sedi, 70 società e che ha prodotto un fatturato consolidato 2012 di 411 milioni di euro.

L’operato di quest’azienda si ispira ai principi di trasparenza, onestà e integrità declinati secondo gli standard più elevati e le linee guida internazionali nella gestione della propria attività in tutti i contesti in cui opera. Questi principi sono sempre affiancati e sostenuti da una solidissima inclinazione alla trasparenza, che si rispecchia in tutte le attività intraprese dal gruppo: dalla sostenibilità in azienda e verso il contesto sociale in cui questa è inserita, alla predisposizione dello stesso Annual report considerato dagli esaminatori dell’Oscar di Bilancio un documento dettagliato e di facile fruizione per tutti gli stakeholder. Questa caratteristica è uno dei principali criteri in base a cui è stato attribuito il premio, anche perché le informazioni messe a disposizione per i portatori di interesse, si legge fra le motivazioni, sono molto dettagliate e corredate da un’impostazione grafica ben strutturata.

Seppure l’annual report rappresenti tradizionalmente il modo in cui un’azienda produce valore economico, Cpl è consapevole della necessità di rendicontarlo anche sul piano sociale e ambientale e della qualità e dell’importanza del valore condiviso che viene generato grazie al percorso sostenibile intrapreso ormai da lungo tempo. Esso è ispirato al rispetto verso i diritti umani, che porta a una visione della sostenibilità improntata alla creazione di lavoro vero, allo sviluppo di ricchezze pluridimensionali per gli stakeholder e al perseguimento dell’obiettivo di assicurare una migliore qualità della vita, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e della società. Il valore condiviso viene coerentemente rappresentato nel Bilancio di sostenibilità 2012, definito dalla stessa azienda motore per creare valore condiviso. Il Comitato dell’Oscar di Bilancio ha ritenuto di dover premiare Cpl Concordia per la completezza delle informazioni, organizzate secondo le linee guida del Global Reporting Inititiative (Gri). Particolare risalto e profondità vengono attribuiti all’identità aziendale, così come alla performance economica, sociale e ambientale, nonché alle molteplici iniziative adottate per la comunicazione a tutti i portatori di interesse. Importante, per un’azienda che guarda al proprio futuro sostenibile, è l’accento posto sugli obiettivi di miglioramento, opportunamente identificati nel bilancio.

Questo riconoscimento rappresenta una vittoria per Cpl, già annoverata come finalista all’Oscar di Bilancio 2012, sempre per la categoria Società e grandi imprese non quotate, perché tramite tale premio viene riconosciuta la dedizione dell’azienda a un percorso sostenibile e una comunicazione trasparente ed efficace dei risultati.

Se la ‘colletta’ diventa globale

È il fenomeno social più popolare del momento. Tanto che, lo scorso aprile, persino il settimanale per ragazzi Topolino è arrivato a dedicargli un intero episodio. Stiamo parlando del ‘crowdfunding’, forma di finanziamento dal basso attraverso l’accumulo di versamenti su piattaforme internet dedicate. Una ‘colletta’ che ha assunto le dimensioni di un business globale, visto che nel 2012 si parlava di 2,7 miliardi di dollari raccolti attraverso oltre 800 piattaforme per finanziare più di 470 mila progetti (fonte: Stochkolm School of economics). La stima parla di 5,1 miliardi di dollari per l’anno in corso. I progetti finanziati sono tra i più vari, ma un posto d’onore è occupato da cause socio-ambientali, opere di solidarietà, innovazioni green, iniziative sostenibili e di pubblica utilità.

In realtà forme partecipative di finanziamento dal basso sono sempre esistite. A dare slancio, in tempi recenti, a questa modalità di raccolta fondi è stato il web: internet ha infatti reso possibile sia i pagamenti in forma telematica sia la nascita di comunità virtuali per diffondere in modo virale le idee meritevoli.

A ottobre 2013, secondo un’indagine dell’Italian crowdfunding network, persino l’Italia – Paese tradizionalmente piagato dal ‘digital divide’ – conta 27 piattaforme di crowdfunding attive e 14 in fase di lancio, per la maggior parte operative solo sul mercato nazionale. Dal 2005, anno di nascita della prima piattaforma italiana, ‘Produzioni dal basso’, sono stati pubblicati 14.612 progetti sui 52.074 presentati.

Ma dietro alla parola ‘crowdfunding’ stanno in realtà almeno modelli anche molto diversi tra loro. Quello più interessante per il mondo del non profit, è il modello donation-based, che offre la possibilità di sostenere un progetto solidale contribuendo con piccole quote a fondo perduto. «In questo caso, gioca un ruolo fondamentale la capacità dell’associazione di presentare il progetto in modo interessante – spiega Ivana Pais, sociologa economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e fondatrice dell’Italian crowdfunding network – e di coinvolgere il maggior numero di utenti attraverso il passaparola digitale. L’elemento innovativo, infatti, consiste soprattutto nelle possibilità offerte da internet di allargare la propria cerchia di contatti».

Come raggiungere il maggior numero possibile di donatori o finanziatori? Può essere utile innanzitutto capire il profilo dei potenziali finanziatori e quali motivazioni li spingono a devolvere cifre più o meno alte a un progetto conosciuto sul web. La sociologia economica ha già dato il via ai lavori di ricerca, concentrandosi su una particolare figura: il personal fundraiser. Un comune cittadino che, pur non lavorando per la onlus, si attiva con particolare entusiasmo nella raccolta fondi online per contribuire in maniera efficace al successo del progetto di crowdfunding, coinvolgendo e stimolando altri utenti a donare. «Dalla nostra ricerca è emerso che esistono molti personal fundraiser che raccolgono anche cifre ragguardevoli, girandole completamente alle onlus – spiega Paola Peretti, fondatrice della onlus CrazyforDigital Marketing e coautrice della ricerca insieme a Ivana Pais, intervenute al convegno “Crowdfunding: nuove opportunità per crescere in Italia e nel mondo” nell’ambito del Salone della Csr e dell’innovazione sociale –. Le onlus dovrebbero individuarli, comprenderne a fondo le motivazioni e farne degli alleati preziosi ogniqualvolta intendono dare il via a un progetto di crowdfunding».

Anche in questo caso, la comunicazione svolge un ruolo fondamentale: se la onlus riesce a trasmettere con efficacia l’importanza del proprio progetto, è più facile catalizzi l’attenzione di un personal fundraiser che la aiuti a raggiungere più rapidamente l’obiettivo.

Etica e Csr: in un momento di crisi sono solo un ricordo?

Nei momenti in cui l’economia rallenta e si parla di recessione qualcuno afferma che è inutile (se non inopportuno) parlare di approccio etico al business… le imprese hanno troppi problemi per dedicare attenzione alla Csr e all’innovazione sociale.
Ma è proprio in situazioni come questa che è necessario mantenere saldi alcuni principi – in particolare responsabilità, innovazione, partecipazione – che sono alla base delle scelte strategiche delle imprese Csr oriented e che dovrebbero diventare patrimonio di tutti. La riflessione sull’importanza di questi principi non riguarda infatti soltanto le imprese e le organizzazioni, ma anche i comunicatori e i cittadini.

1. Responsabilità
Il primo problema che un’impresa dovrebbe porsi è quello di essere responsabile nella gestione del proprio business. Per un’impresa la responsabilità deve essere prima di tutto fare bene il proprio lavoro tenendo conto delle relazioni con tutto il mondo degli stakeholder, e poi dire quello che ha fatto (riflettendo su cosa e sul come dirlo).
Anche per il comunicatore la responsabilità è fare bene il proprio mestiere con la consapevolezza che la comunicazione gioca un ruolo importante nel cambiamento culturale. Non deve mai dimenticare la presenza di categorie deboli, con basso livello critico, che possono più di altre essere influenzate dai media. Quindi deve non solo combattere la tentazione di messaggi che potrebbero dare vita a operazioni di greenwashing ma anche impegnarsi per promuovere, quando possibile, valori, comportamenti, idee che possano migliorare la società.
E il cittadino? La sua responsabilità è, per esempio, premiare le imprese che agiscono in modo corretto scegliendo i loro prodotti. Ma anche cercare di essere coerente tra dichiarazioni astratte a favore della sostenibilità e atti di acquisto che non sempre considerano questa dimensione.