Ford, l’inizio di un lungo viaggio

Delineare i trend e le abitudini del consumatore che daranno forma alla mobilità del futuro. è questo il percorso iniziato da Ford con il dibattito “The future of sustainable transport: solving global gridlock” organizzato insieme al quotidiano britannico The Guardian. In questa videointervista Barb Samardzich, vice president of product development at Ford Europe ripercorre i presupposti e le motivazioni che guidano Ford in questo percorso verso la mobilità sostenibile.

TRADUZIONE
Sono al quartier generale di The Guardian, e sono con Barb Samardzich, vice president of Product Development di Ford Europe. In 2050 ci saranno 2 miliardi di auto in più, quindi i problemi di inquinamento e traffico saranno esorbitanti. Tuttavia, una ricerca sponsorizzata da Ford mostra che il 76% delle persone non è pronta a rinunciare alla sua auto perchè il possesso dellauto è ancora visto come un simbolo di libertà. Quindi qual è la soluzione per Ford e come state cambiando il vostro business model per renderlo sostenibile?


Questa è di fatto una delle ragioni per cui oggi siamo qui al Guardian, per iniziare questo dialogo. Una delle cose che abbiamo riconosciuto in Ford è che la soluzione al problema che lei ha così ben articolato non può essere trovata solo da Ford, La soluzione deve coinvolgere city manager, governi, legislatori, sviluppatori di utilities e infrastrutture così come noi, e noi vogliamo essere in prima linea per aiutare a trovare una soluzione. Quindi una risposta certa è che oggi non ho la soluzione, per questo siamo qui oggi, per vedere come sarà la mobilità del futuro, così che possiamo evitare che altri 2 miliardi di auto congestionino ancora di più un ingorgo che già oggi è insostenibile nel mondo. Quindi vogliamo davvero iniziare questo dialogo e riconosciamo anche che queste soluzioni devono essere differenziate geograficamente, non può essere uguale in tutto il mondo, quindi quello che funziona in Italia e in Europa è non necessariamente e anzi è molto improbabile che funzionerà nei paesi in via di sviluppo, come lIndia e la Cina, quindi paesi diversi devono avere set di soluzioni diversi da applicare in diversi modi, per questo è importante che il dialogo inizi ora, perchè noi stiamo affrontando adesso le istanze di traffico e ingorgo e se non facciamo qualcosa è molto improbabile che le sviluppino da sè, per questo dobbiamo essere parte della soluzione.
Si è parlato dellimportanza della collaborazione, può farci qualche esempio delle partnership che Ford ha realizzato per dare vita a questo network?
Noi abbiamo partnership in tutto, per esempio con una società che si chiama Zip Car con cui lavoriamo a un modello di car leasing nel quale i consumatori che hanno bisogno di unauto possono andare dove ce nè una a disposizione, usarla per il tempo in cui lhanno bisogno per poi riportarla al proprio posto.
Collaboriamo anche con i governi in particolare in Europa e stiamo lavorando in Germania, dove abbiamo testato a un modello alternativo di infrastruttura che permette la comunicazione tra le auto e permette ai guidatori di accedere alle informazioni generate dalla varie auto metterle insieme e scegliere la strada migliore per evitare il traffico, evitare un incidente o a trovare la strada più economica.
Che cosa ne pensa di collaborare con altri produttori di auto per rendere l’industria automotive sostenibile nel suo complesso?
Noi naturalmente collaboriamo in molte associazioni di categoria e cerchiamo di focalizzarci su soluzioni per la mobilità del futuro, certamente quando parliamo di collaborazione includiamo anche queste.

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