La Csr approda in Cina: alcune best practice

In tutto il mercato asiatico, e in particolare in Cina, si inizia ad affermare lo studio, l’assimilazione e l’adozione dei concetti di sostenibilità.
Qui il contesto politico fa sì che non solo aziende, ma lo Stato stesso assuma un ruolo particolarmente attivo nella promozione delle politiche di Csr. Volendo contribuire alla costituzione di un ambiente istituzionale propenso all’innovazione, con una piena integrazione tra le macro strategie aziendali e politiche il governo cinese ha specificatamente introdotto, nell’11° piano quinquennale, la responsabilità sociale nelle strategie di sviluppo del Paese. In aggiunta, vi sono altre iniziative locali quali l’introduzione dello standard Csc 9000T da parte della Confederazione Cinese delle Industrie Tessili, nonché la proposta dell’amministrazione statale di convertire lo standard Iso 26000 in standard nazionale.
La crescente attenzione al tema e la piena consapevolezza dei positivi ritorni economici, ha attratto l’interesse non solo del mondo industriale cinese, della popolazione civile e dei mass media, ma anche degli investitori. È stato così creato il primo Fondo di Investimento dedicato alla responsabilità sociale nel 2008, seguito da altri tre nel 2011.

Casi aziendali di rilievo
Le strategie aziendali cinesi si stanno muovendo su quattro fronti: crescita endogena, risparmio energetico, rispetto ambientale e miglioramento delle condizioni di lavoro con progetti mirati di assistenza.
A fronte di tali finalità, a titolo esemplificativo, si riportano alcune best practice locali presentate in occasione del workshop dedicato “Csr in different countries: a focus on China”, organizzato dal CSR Manager Network:

China Federation of Industrial Economics CSR, organizzazione approvata dal Consiglio di Stato cinese, cui aderiscono 400 aziende, e punto di riferimento per lo sviluppo della CSR locale. Tra il 2008 e il 2010 sono state infatti redatte due edizioni di “Le linee guida della Csr per le associazioni e le società industriali”, cui ha fatto seguito nel 2012 la formulazione di un manuale di attuazione per supportare operativamente le aziende, corsi di formazione gratuiti e produzione di case study documentati. Infine è stato elaborato un database per i dipartimenti governativi al fine di fornire le basi per promuovere politiche innovative di responsabilità;

China Nonferrous Metal Mining, azienda operante nel settore minerario e delle costruzioni, ha introdotto nei suoi processi produttivi moderni sistemi di riciclaggio al fine di massimizzare l’utilizzo delle risorse minerarie e degli scarti locali riducendo le emissioni di acido solforico. Al riguardo sono stati avviati tre principali progetti: in Thailandia un innovativo programma di riutilizzo delle batterie di auto usate per la produzione di piombo, in Zambia e Congo un avanzato sistema di Fonderia di Rame bagnato e infine nelle miniere in Mongolia l’utilizzo di acqua riciclata per l’85 per cento.
L’azienda promuove inoltre lo sviluppo economico locale dei paesi in cui opera attraverso l’assunzione di personale locale e operazioni di volontariato quali costruzione di scuole, ospedali, attività di soccorso e assistenza (nel 2011 in Zambia è stato sostenuto il programma ‘cammino verso la luce’, con oltre 100 operazioni di cataratta, e nel 2012 è stato finanziato un progetto di prevenzione in Africa sull’Aids);

Xinjiang Tianye Stock Co, azienda produttrice di macchinari per il rifornimento idrico, si contraddistingue per l’attenzione a una corretta gestione delle relazioni con i dipendenti. Promuove programmi di welfare con iniziative volte a un’integrazione delle politiche previdenziali e assistenziali, formazione estesa a più del 60% del personale per supportare percorsi di crescita professionale;

Shenyang Blower Works Group Corporation, divenuta nel 1952 la prima produttrice nazionale di ventilatori industriali, è attiva a favore del benessere dei propri dipendenti, della società e dell’ambiente. Impegnata in attività di beneficienza, le è stato conferito il premio ‘Carità Cinese’: nel 2009 ha donato 7 mila volumi per un evento pubblico e 100.000 volumi per piccole scuole rurali per favorire l’accesso a livelli minimi di istruzione e assistere i bambini nel recupero scolastico. A supporto dell’ambiente rispetta tutte le norme per il corretto smaltimento dei materiali inquinanti (ISO 14001), cui si aggiunge la redazione di un manuale sullo smaltimento dei rifiuti solidi;

– Shougang Corporation, industria operante nel settore dell’acciaieria, ha adottato le normative di Csr dal 2003, investendo 10 milioni di dollari per la costruzione di nuovi stabilimenti conformi ai più alti standard mondiali di tecnologia avanzata.

Alcuni risultati conseguiti
Le varie iniziative avviate dalle aziende hanno contribuito complessivamente a una riduzione nazionale nel 2011 del consumo energetico pari al 3,43% e di acqua pari all’8,9 per cento. Vi è stato inoltre un aumento della circolazione delle informazioni grazie a una crescita del 18% delle relazioni redatte dalle aziende. Per incentivare tali sviluppi inoltre i dipartimenti governativi hanno organizzato 24 eventi di premiazioni per favorire la diffusione delle migliori pratiche di Csr, anche in collaborazione con enti accademici.
Nonostante una crescente consapevolezza e sensibilità al tema, vi sono ancora ampi margini di miglioramento. L’ampiezza e la complessità del tessuto economico cinese comporta infatti alcuni squilibri. In primo luogo, una dimostrata divergenza in termini di performance conseguite in relazione alle differenti dimensioni aziendali. In secondo luogo, uno squilibrio territoriale tra le zone costiere dell’Est, che registrano tassi di sviluppo e innovazione superiori rispetto a quelle dell’Ovest. Infine uno squilibrio tra gestione e pratica.
Sebbene l’interesse al tema da parte delle aziende sia ancora in fase iniziale, si giustificano comunque ampie prospettive per un’effettiva integrazione della CSR nelle strategie aziendali.

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