Ivrea, Lavoratori in lotta con Vodafone per trasferimenti interni

Il caso dei trasferimenti dei lavoratori Vodafone, che da Ivrea sono stati spostati a Milano, continua a creare grande scandalo attorno alla società inglese. Si tratta di una vicenda che racconta un atto ritorsivo nei confronti di lavoratori che hanno tentato di tutelare i propri diritti. Due incontri presso gli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro, il 12 e il 27 luglio: hanno partecipato azienda e sindacati per trovare un accorto che riducesse al minimo i disagi causati dal trasferimento. Un trasferimento che non è mai stato sospeso, nonostante le numerose richieste.

Cos’è accaduto dopo l’incontro in regione

Nell’incontro, Vodafone è arriva con un’alternativa ai trasferimenti che prevede il licenziamento dei lavoratori in questione, oltre al passaggio presso la Comdata Spa. E la firma dell’accordo è arrivata senza prevedere che venissero, invece, ritirati i trasferimenti. Una scelta che indica totale noncuranza rispetto alle sentenze del Tribunale, che impongono il reintegro in Vodafone a causa di una cessione verso Comdata. E intanto Cgil-Cisl-Uil hanno firmato l’accordo per i 17 lavoratori trasferiti.

Da quel 27 luglio la nota multinazionale ha quindi ottenuto una buona risposta, a discapito dei lavoratori che sembrano così aver perso una nuova fetta di diritti personali. Senza dimenticare che il vantaggio è raddoppiato, visto che Vodafone è uno dei grandi clienti di Comdata, che si è trovata davanti a una soluzione ambigua per le proprie commesse.

Che ne sarà dei lavoratori Vodafone trasferiti?

Dal 10 luglio, queste persone stanno consumando ore e tempo libero nei viaggi Ivrea-Milano e conseguente ritorno a Ivrea, per svolgere un lavoro di basso livello. E nessuno di loro sembra essere disposto ad accettare il “ricatto” imposto. Intanto Rifondazione Comunista è scesa in campo per sostenere questi lavoratori e lavoratrici che stanno ancora provando a resistere.

Rifondazione Comunista punta il dito contro i sindacati e la Regione, che prima hanno provato a chiedere il ritiro dei trasferimenti, per arrivare poi ad accettare una scelta alquanto difficile e imbarazzante introdotta dall’azienda. L’operatore mobile si è opposto contro quei dipendenti che voluto non cedere davanti a una cessione “illecita”, così come riconosciuto dal Tribunale. E così la gestione del personale è risultata alquanto irregolare. Ora, in molto propongono di boicottare Vodafone per aver scelto di non ritirare i trasferimenti, per lanciare un segnale importante. Non tanto per creare vantaggio verso altri operatori che operano nel settore, ma bensì per dare un netto colpo a Vodafone, sostenendo il coraggio dei suoi lavoratori.

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