Barilla FoodService 5 kg, impatto ambientale certificato

Barilla, leader italiano nella pasta per il settore foodservice, con un’offerta che include anche sughi, piatti pronti e bakery, vuole promuovere la propria qualità distintiva nelle varie formule di ristorazione, con un’attenzione rinnovata ai temi della sostenibilità.

Con questobiettivo, la pasta Barilla FoodService 5 kg ha misurato gli impatti ambientali generati dal prodotto lungo l’intero processo rendicontandoli e certificandoli per mezzo della Dichiarazione ambientale di prodotto validata secondo i requisiti del sistema Internazionale Epd (Environmental Product Declaration). Tale misurazione è stata condotta secondo la metodologia del Life Cycle Assessment, considerando l’impronta ambientale che il prodotto genera nell’intera filiera di produzione, dalla coltivazione delle materie prime alla cottura professionale: vengono cioè quantificati i consumi di acqua (water footprint), anidride carbonica (carbon footprint) e suolo (ecological footprint) necessari per produrre ogni kg di pasta servita dai ristoranti che scelgono Barilla. La Dichiarazione ambientale di prodotto è un documento pubblico scaricabile dal sito www.environdec.com

I dati di impatto ambientale misurati tengono già conto del traguardo raggiunto da Barilla con la diminuzione dell’uso di film plastico nel proprio packaging, pari a 100 tonnellate annue circa sulla gamma FoodService 5 kg, con una riduzione complessiva per l’ambiente di 350 tonnellate di CO2 equivalente emesse nell’atmosfera: un quantitativo comparabile a 50 giri dell’equatore in auto.
«L’impegno di creare ogni giorno prodotti Buoni per le Persone e contemporaneamente Buoni per il Pianeta fa parte della nostra mission – dichiara Marco Gandolfi, marketing senior manager out of home di Barilla – e la Dichiarazione ambientale di prodotto Epd credo sia un elemento distintivo rilevante e contemporaneamente di creazione valore per il mercato business-to-business dei prodotti per la ristorazione».

Heineken, se bere responsabilmente fa tendenza

Rendere aspirazionale il consumo responsabile di alcol. È questo l’obiettivo del nuovo commercial di Heineken. Il video ha infatti per protagonista un modello positivo, un giovane che – fatto inedito in una pubblicità – a un certo punto della serata in discoteca rifiuta una bottiglia di Heineken preferendo bere acqua. Un comportamento, quello del bere responsabilmente, che viene presentato in un’ottica costruttiva, secondo la quale non eccedere permette di divertirsi appieno. Vogliamo proporre questo nuovo soggetto nella programmazione televisiva 2014, destinando a questa campagna il 10% del budget pubblicitario per il marchio Heineken – spiega Edwin Botterman, amministratore delegato di Heineken Italia a margine del primo colloquio con gli stakeholder Heineken Incontra per presentare il Sustainability Report 2012 –. Siamo soddisfatti del lavoro che l’agenzia italiana Publicis ha portato avanti per coniugare l’immagine di entertainment propria del nostro brand con un messaggio di responsabilità sociale.

L’enfasi sul tema del bere responsabile è confermata da molte iniziative realizzate nel 2012 dalla filiale italiana.

In questa video intervista, Edwin Botterman commenta la scelta del nuovo soggetto pubblicitario di Heineken Italia.

Ferrero e Unilever dicono no alla deforestazione

Ferrero, prima azienda agroalimentare italiana, ha annunciato questa settimana insieme a Unilever ulteriori impegni per dire no alla deforestazione nelle proprie filiere dell’olio di palma. Un modello da seguire per le altre aziende del settore, che ancora non possono garantire che l’olio di palma utilizzato nei propri prodotti non sia responsabile della distruzione delle foreste in Indonesia.
Greenpeace ha recentemente documentato con il rapporto “Licenza di Uccidere” gli incendi nelle torbiere e altri fenomeni di deforestazione all’interno delle concessioni di diversi fornitori
della multinazionale Wilmar International, provocati per far spazio a piantagioni di palma da olio. Tra i clienti della multinazionale aziende come Procter Gamble, Mondelēz e Colgate Palmolive.

Leed v4, Derbigum in prima linea

è stato ufficialmente presentato, in occasione della recente manifestazione internazionale Greenbuild a Philadelphia, l’aggiornamento della certificazione Leed v4.
Approvata dall’ente US Green Building Council (Usgbc), l’integrazione prevede finalmente l’introduzione di crediti che riconoscono il valore di prodotti certificati cradle to cradle (C2C), come Derbipure di Derbigum, nell’ottica della valutazione dell’intero ciclo di vita di un prodotto.

L’area interessata è il numero 4 della sezione materialirisorse, descrizione e ottimizzazione dell’edificio – ingredienti dei materiali che prevede l’assegnazione di due punti ai prodotti composti da ingredienti chimici che non contengono o generano sostanze nocive.

La casa del futuro? è ecologica

Comprendere il rapporto che c’è tra le persone e il proprio contesto abitativo significa accrescere le conoscenze, accelerare i processi di evoluzione, promuovere una nuova cultura, contribuire a migliorare la vita di tutti i giorni, per permettere alle persone di realizzare i propri progetti.
Questa è la motivazione che ha spinto Leroy Merlin a realizzare in collaborazione con Doxa l’Osservatorio sulla Casa, un progetto continuativo che ruota attorno al mondo della casa con l’obiettivo di raccogliere informazioni, comprendere le necessità e i cambiamenti degli stili abitativi degli italiani oltre a mettere in evidenza l’andamento e lo sviluppo del settore.
L’Osservatorio fornisce dati e informazioni per immaginare la casa di domani in modo concreto e realizzabile.

In occasione della presentazione dell’Osservatorio, viene lanciato un concorso d’idee, in palio un montepremi totale di 10 mila euro. Il premio sarà assegnato a coloro che meglio sapranno interpretare le necessità dell’abitare moderno, utilizzando i suggerimenti emersi dall’Osservatorio sulla casa.
Promotori del programma sono Società Umanitaria e Leroy Merlin, quest’ultima in qualità di motore del progetto, mette a disposizione dei partecipanti l’Osservatorio da cui trarre le basi per dare concretezza e fattibilità ai progetti presentati.
Il contest, sarà rivolto a studenti universitari motivati e proiettati verso il futuro (Politecnico, Naba, Ied) i nuovi talenti dell’architettura. Il bando di concorso sarà promosso nei circuiti universitari e sui siti di architettura.

Food Waste, tanti modi per evitarlo

Coinvolgere il mondo accademico e della ricerca, l’industria, la distribuzione organizzata, l’associazionismo e il settore pubblico sul tema urgentissimo degli sprechi agroalimentari lungo tutta la filiera produttiva. Questo lo scopo del primo appuntamento ideato e realizzato da Otall sulla filiera produttiva.
Più di 100 persone hanno partecipato riempiendo la Sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi alla Provincia di Milano. Il punto di partenza della riflessione sono i numeri che, inesorabilmente, illustrano e prevedono il fabbisogno alimentare nel mondo: nel 2050 la popolazione toccherà i 9 miliardi e, stando alle stime dell’Ocse, i consumi alimentari saranno 15 volte superiori rispetto a quelli attuali. Perciò bisogna ripensare totalmente tutta la filiera produttiva, le priorità e le abitudini di consumo.
Tante e diverse le soluzioni proposte.

Nella filiera avicunicola – per fare un solo esempio – il 50% della produzione rappresenta lo scarto e la maggior parte è incenerito impattando sull’ambiente e provocando la perdita di sottoprodotti da riutilizzare. Grazie al progetto Prospare “PROgress in Saving Proteins And Recovering Energy”, condotto per la Ue e coordinato dall’Università di Parma, è stata sviluppata una biotecnologia capace di ottenere cibo di alta qualità dalle carcasse di pollo. L’idrolizzato proteico che ne deriva, infatti, è sicuro e contiene alti valori nutritivi; può essere utilizzato sia nella mangimistica sia per il consumo umano.

D’impatto diverso i Sistemi Agroalimentari Locali (Sal) che, per loro natura, coinvolgono tutti i soggetti di una comunità interessati al cibo. Di rilevanza politica e in crescita a livello europeo, i Sal sono pensati per trattenere la maggior parte del valore aggiunto nel territorio e sviluppare localmente le potenzialità economiche, occupazionali, sociali, culturali e ambientali. I Sal hanno dei punti di attenzione molto interessanti, come l’analisi del life cycle assessment dei prodotti locali, l’individuazione dei punti in cui il rischio di produrre scarti è maggiore e la possibilità di mettere sotto controllo questi critical waste point.

Sodalitas Social Innovation (Ssi), un programma che funziona

Il contesto di crisi economica e di riduzione delle risorse a disposizione per lo sviluppo di iniziative sociali ha, paradossalmente, avvicinato profit e non profit: le imprese responsabili, che anche in situazioni di difficoltà non rinunciano al proprio impegno di Csr, hanno cominciato a ricercare partner autorevoli con cui sviluppare progetti dimpatto e di qualità; il terzo settore, dovendo rispondere a bisogni sempre più profondi e diffusi, si è attrezzato migliorando la propria capacità progettuale per differenziare le proprie fonti di finanziamento e raggiungere così anche le aziende.
Fondazione Sodalitas ha strutturato il proprio programma Sodalitas Social Innovation (Ssi) proprio attorno a questa tendenza, con lobiettivo di accelerarla e di renderla davvero efficace. Come? Da un lato dotando il non profit di tutti gli strumenti e le competenze necessarie per crescere nella direzione auspicata dalle imprese, dallaltro permettendo alle aziende di disporre di un orizzonte di organizzazioni mature su cui indirizzare le proprie scelte di partnership.

San Benedetto, nuovo ecoimpianto al Sud

Produrre secondo standard ecocompatibili e fornire nuove opportunità di lavoro in una regione considerata ‘depressa’. È questo l’impegno assunto da Acqua Minerale San Benedetto in Basilicata con la realizzazione di un nuovo stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua minerale
della sorgente Mercure, a Viggianello (Pz), nel Parco Nazionale del Pollino. Il gruppo rafforza così la propria presenza nel Sud Italia: una scelta importante, coerente con la propria strategia di valorizzare le realtà delle reti di acque locali di alta qualità, avvicinando meglio l’azienda ai consumatori. «Il progetto Viggianello – ha dichiarato Enrico Zoppas, presidente di Acqua Minerale San Benedetto – rientra in una visione strategica più ampia nel rispetto della mission aziendale ‘Risorse per La vita’. Ciò porta San Benedetto, da una parte, a mettere in primo piano la valorizzazione di un dono prezioso che abbiamo ricevuto dalla natura, dall’altra tutta una serie di comportamenti virtuosi che ci consentono di salvaguardare il territorio che la circonda per garantire che tale dono prezioso possa arrivare anche alle generazioni future nella sua integrità e nelle sua purezza.

Prezzi social e rottamazione degli occhiali per Gruppo Randazzo

Gruppo Randazzo, primaria catena di ottica con 187 negozi in Italia (101 a insegna Optissimo, 86 Corner Optique) promuove due iniziative di responsabilità sociale. Rottamazione dei vecchi occhiali grazie a un accordo con il “Centro Italiano Lions per la Raccolta degli Occhiali Usati e occhiali da vista a prezzi sociali per i possessori di Carta Acquisti sono i progetti di cui si fa carico Optissmo con i suoi punti vendita presenti in 15 regioni d’Italia.

Rottamazione degli occhiali. In Italia circa 12 milioni di persone portano un occhiale da vista e con un ricambio medio di un paio ogni tre anni, circa 4 milioni di vecchi occhiali vengono rottamati annualmente e tuttavia molti rimangono chiusi in un cassetto. Grazie a un accordo con il Centro italiano Lions per la raccolta degli occhiali usati tutti coloro che porteranno nei negozi Optissimo aderenti all’iniziativa il proprio occhiale usato a novembre e dicembre, riceveranno in cambio un buono da 100 euro spendibile su un modello da vista o 50 euro per uno da sole. I vecchi occhiali saranno rivitalizzati e donati da Optissimo ai Lions impegnati da 70 anni in iniziative a favore dei non vedenti e delle persone con problemi di vista nei Paesi in via di sviluppo. Il Centro Italiano Lions per la raccolta degli occhiali usati, attivo da cinque anni, si trova a Chivasso e ha contribuito lo scorso anno in maniera significativa alla raccolta mondiale di 5 milioni di occhiali usati, di cui oltre il 50% sono stati già distribuiti.

Worklife balance, Enel patrocina una ricerca de La Sapienza sulla maternità in azienda

Qual è la percezione della relazione tra livello di produttività sul lavoro e gravidanza/maternità? È possibile conciliare lavoro/carriera e maternità? Le donne lavoratrici in gravidanza sono a rischio discriminazione? Le donne che lavorano, come vivono la loro gravidanza in azienda? Le attuali previsioni legislative sono adeguate rispetto alle esigenze delle donne in gravidanza? Come dovrebbero comportarsi le aziende?
Questi, in sintesi, alcuni dei quesiti contenuti in un’indagine delluniversità di Roma La Sapienza i cui risultati preliminari (circa 700 su quasi 4 mila persone finora intervistate) sono stati presentati oggi a Roma al Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr), in occasione dell’evento “Donna, salute e lavoro” promosso dai docenti dei dipartimenti di Diritto ed economia delle attività produttive, di Ginecologia ed Ostetricia e di Management della Sapienza Università di Roma.
Un confortante 90% degli intervistati (il totale è costituito per il 46% da donne, di cui il 78% con figli, e per il 54% da uomini, di cui l’81% con figli e per il 94,4% di età compresa tra i 35 e 55 anni) ritiene che la produttività della donna al lavoro non sia messa in alcun pericolo a causa della gravidanza e solo un 16% degli intervistati concorda invece con l’affermazione che la gravidanza renda la donna fisicamente limitata al lavoro, lasciando spazio ad un altro confortante 87% di intervistati che ha confermato di non aver percepito alcun tipo di diminuita efficienza e capacità sul lavoro da parte della propria collega in stato di gravidanza.