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	<title>Imprese Archivi - Green Business Web</title>
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		<title>I 10 migliori accessori per il bagno di Casa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I migliori accessori per il bagno dipendono dalle esigenze individuali e dallo stile della stanza. Tuttavia, alcuni elementi comuni che potrebbero essere considerati &#8220;essenziali&#8221; per un bagno moderno e funzionale includono: Un portarotolo in acciaio inox o in un altro materiale resistente all&#8217;acqua e all&#8217;umidità, che è utile per tenere il rotolo di carta igienica a portata di mano e mantenere il bagno in ordine. Un portasalviette in acciaio inox o in un altro materiale resistente all&#8217;acqua e all&#8217;umidità, che permette di avere le salviette sempre a portata di mano e di mantenere il bagno ordinato. Un soffione doccia a </p>
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<p>I migliori accessori per il bagno dipendono dalle esigenze individuali e dallo stile della stanza. Tuttavia, alcuni elementi comuni che potrebbero essere considerati &#8220;essenziali&#8221; per un bagno moderno e funzionale includono:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Un <a href="https://www.kinedo.it/prodotti/rubinetteria-e-accessori/portarotolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">portarotolo in acciaio inox</a> o in un altro materiale resistente all&#8217;acqua e all&#8217;umidità, che è utile per tenere il rotolo di carta igienica a portata di mano e mantenere il bagno in ordine.</li><li>Un <a href="https://www.kinedo.it/prodotti/rubinetteria-e-accessori/portasalviette/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">portasalviette in acciaio</a> inox o in un altro materiale resistente all&#8217;acqua e all&#8217;umidità, che permette di avere le salviette sempre a portata di mano e di mantenere il bagno ordinato.</li><li>Un soffione doccia a cascata, che fornisce un getto d&#8217;acqua più potente e più rilassante rispetto a un soffione doccia tradizionale.</li><li>Tappetino per il bagno: un tappetino morbido e antiscivolo può aiutare a evitare cadute e fornire un po&#8217; di comfort sotto i piedi.</li><li>Asciugamani: scegli asciugamani morbidi e assorbenti per il tuo bagno.</li><li>Porta-spazzolino da denti: un porta-spazzolino da denti può aiutare a mantenere il tuo spazzolino da denti asciutto e pulito.</li><li>Porta-asciugamani: un porta-asciugamani può aiutare a mantenere i tuoi asciugamani in ordine e a portata di mano.</li><li>Porta-sapone: un porta-sapone può aiutare a mantenere il tuo sapone asciutto e a portata di mano.</li><li>Specchio: uno specchio è un elemento indispensabile per qualsiasi bagno. Scegli uno specchio con una cornice elegante o con una luce integrata per un tocco in più.</li><li>Porta-accappatoio: un porta-accappatoio può aiutare a mantenere il tuo accappatoio asciutto e a portata di mano.</li></ol>



<p>Altre opzioni potrebbero includere un tappetino antiscivolo per la doccia, una scala per il bagno o un supporto per il phon. Inoltre, potrebbe essere utile avere uno specchio ingranditore e una luce per il trucco, nonché un portasapone o un portaspazzolino.</p>



<p>Un accessorio che non può mancare in un bagno moderno oltre quelli già citati precedentemente è uno specchio a parete. Gli specchi sono elementi indispensabili in qualsiasi bagno e, oltre a fornire una superficie su cui truccarsi o radersi, possono anche aiutare a far sembrare il bagno più grande e luminoso. Scegli uno specchio con una cornice elegante o con una luce integrata per un tocco in più. Inoltre, in un bagno moderno potrebbe essere utile avere un porta-asciugamani riscaldato per mantenere gli asciugamani caldi e asciutti durante l&#8217;inverno. Altri accessori che potrebbero essere utili in un bagno moderno includono un sistema di doccia a pioggia, una vasca idromassaggio o una doccia a getti multipli, una toilette con bidet incorporato e una lavatrice ad alta efficienza.</p>
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		<title>Ivrea, Lavoratori in lotta con Vodafone per trasferimenti interni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 00:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso dei trasferimenti dei lavoratori Vodafone, che da Ivrea sono stati spostati a Milano, continua a creare grande scandalo attorno alla società inglese. Si tratta di una vicenda che racconta un atto ritorsivo nei confronti di lavoratori che hanno tentato di tutelare i propri diritti. Due incontri presso gli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro, il 12 e il 27 luglio: hanno partecipato azienda e sindacati per trovare un accorto che riducesse al minimo i disagi causati dal trasferimento. Un trasferimento che non è mai stato sospeso, nonostante le numerose richieste. Cos’è accaduto dopo l’incontro in regione Nell’incontro, Vodafone è </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>caso dei trasferimenti dei lavoratori Vodafone</strong>, che da Ivrea sono stati spostati a Milano, continua a creare grande scandalo attorno alla società inglese. Si tratta di una vicenda che racconta un atto ritorsivo nei confronti di lavoratori che hanno tentato di tutelare i propri diritti. Due incontri presso gli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro, il 12 e il 27 luglio: hanno partecipato <strong>azienda e sindacati</strong> per trovare un accorto che riducesse al minimo i <strong>disagi causati dal trasferimento</strong>. Un trasferimento che non è mai stato sospeso, nonostante le numerose richieste.</p>
<p><strong>Cos’è accaduto dopo l’incontro in regione</strong></p>
<p>Nell’incontro, <a href="https://www.ascuoladiinternet.it/vodafone/" target="_blank" rel="noopener">Vodafone</a> è arriva con un’alternativa ai trasferimenti che prevede il licenziamento dei lavoratori in questione, oltre al passaggio presso la Comdata Spa. E la firma dell’accordo è arrivata senza prevedere che venissero, invece, ritirati i trasferimenti. Una scelta che indica totale noncuranza rispetto alle sentenze del Tribunale, che impongono il reintegro in Vodafone a causa di una cessione verso Comdata. E intanto <strong>Cgil-Cisl-Uil hanno firmato l’accordo per i 17 lavoratori trasferiti.</strong></p>
<p><span id="more-192"></span></p>
<p>Da quel 27 luglio la nota multinazionale ha quindi ottenuto una buona risposta, a discapito dei lavoratori che sembrano così aver perso una nuova fetta di diritti personali. Senza dimenticare che il vantaggio è raddoppiato, visto che Vodafone è uno dei grandi clienti di Comdata, che si è trovata davanti a una soluzione ambigua per le proprie commesse.</p>
<p><strong>Che ne sarà dei lavoratori Vodafone trasferiti? </strong></p>
<p>Dal 10 luglio, queste persone stanno consumando ore e tempo libero nei viaggi Ivrea-Milano e conseguente ritorno a Ivrea, per svolgere un lavoro di basso livello. E nessuno di loro sembra essere disposto ad accettare il “ricatto” imposto. Intanto Rifondazione Comunista è scesa in campo per sostenere questi lavoratori e lavoratrici che stanno ancora provando a resistere.</p>
<p><strong>Rifondazione Comunista punta il dito contro i sindacati e la Regione,</strong> che prima hanno provato a chiedere il ritiro dei trasferimenti, per arrivare poi ad accettare una scelta alquanto difficile e imbarazzante introdotta dall’azienda. L’operatore mobile si è opposto contro quei dipendenti che voluto non cedere davanti a una cessione “illecita”, così come riconosciuto dal Tribunale. E così la gestione del personale è risultata alquanto irregolare. Ora, <strong>in molto propongono di boicottare Vodafone</strong> per aver scelto di non ritirare i trasferimenti, per lanciare un segnale importante. Non tanto per creare vantaggio verso altri operatori che operano nel settore, ma bensì per dare un netto colpo a Vodafone, sostenendo il coraggio dei suoi lavoratori.</p>
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		<title>Le eco ideas firmate Panasonic</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 15:32:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per Panasonic l’obiettivo di diventare la prima azienda nel settore del consumer electronic per green innovation passa attraverso precisi target ambientali da raggiungere entro il 2018. Un impegno programmatico i cui progressi verranno comunicati con regolarità dalla divisione Panasonic Ecology Systems, società del gruppo. I target declinati nella dichiarazione ‘Eco ideas’, rilasciata il 9 novembre 2011 e pubblicata sul sito web della company il 15 novembre di quest’anno, sono tutti finalizzati a realizzare, “un ambiente rispettoso dell’uomo e della terra” e nello specifico si focalizzano sui settori della qualità dell’aria in interni e dell’ingegneria ambientale, come fanno sapere dalla sede </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per Panasonic l’obiettivo di diventare la prima azienda nel settore del consumer electronic per green innovation passa attraverso precisi target ambientali da raggiungere entro il 2018. Un impegno programmatico i cui progressi verranno comunicati con regolarità dalla divisione Panasonic Ecology Systems, società del gruppo.<br />
I target declinati nella dichiarazione ‘Eco ideas’, rilasciata il 9 novembre 2011 e pubblicata sul sito web della company il 15 novembre di quest’anno, sono tutti finalizzati a realizzare, “un ambiente rispettoso dell’uomo e della terra” e nello specifico si focalizzano sui settori della qualità dell’aria in interni e dell’ingegneria ambientale, come fanno sapere dalla sede di Kasugai, nella Prefettura di Aichi, in Giappone.<br />
Lo stato di avanzamento delle iniziative, per ciascun obiettivo, verrà inoltre riportato annualmente sul sito web dell’azienda che intende così affiancare crescita industriale e contributi all’ecosostenibilità.</p>
<p><span id="more-124"></span><br />
Le ‘eco ideas’ per la vita quotidiana consistono da un lato nel creare prodotti per la qualità dell’aria interna, innovativi e di eccellenza, che contribuiscano a ottenere un ambiente sano e confortevole, unito alla riduzione delle emissioni di CO2 (pari a 2.2 milioni di tonnellate) e dall’altro a offrire servizi e soluzioni di ingegneria ambientale che contribuiscano a ridurre l’impatto sull’ambiente. Si va infatti dai prodotti che aiutano a diminuire le emissioni di CO2 (14 modelli sottoposti a revisione nel solo 2012) alla promozione globale del settore di ingegneria ambientale con la costituzione per esempio della società Panasonic Eco Solutions Malaysia.<br />
Le ‘eco ideas’ invece per le aziende si traducono in stabilimenti di eccellenza a livello mondiale, in quanto a risparmio energetico ed emissioni zero in grado di garantire un contributo alla riduzione delle emissioni di CO2 pari a 30 mila tonnellate e un rapporto di utilizzo delle risorse riciclate del 16%. Come prevedono anche operazioni di conservazione del territorio e riduzione dell’impatto ambientale in collaborazione con la comunità di Kasugai.<br />
Tra i risultati già raggiunti su questo fronte possiamo citare per esempio l’implementazione di iniziative per ridurre le emissioni di CO2 nelle attività produttive che nel 2011 hanno portato a una riduzione di 11.830 tonnellate rispetto al 2005, e stanno consentendo importanti progressi anche nel 2012. Ma anche misure contro le dispersioni di calore nei forni di asciugatura delle vernici (158 tonnellate di CO2/anno), la sostituzione di piccole caldaie once-through (76 tonnellate di CO2/anno) e l’estensione del periodo di free cooling (57 tonnellate di CO2/anno).<br />
Nell’ambito infine del recycling l’anno scorso è stato raggiunto un rapporto di utilizzo delle risorse riciclate pari al 14,9%, l’introduzione di un’apparecchiatura di riciclaggio di cinghiette in resina e di sistemi per la raccolta e il riutilizzo di rivestimenti a polveri metalliche.</p>
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		<title>Chep ed Henkel alleate in Germania a favore dellambiente</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/12/chep-ed-henkel-alleate-in-germania-a-favore-dellambiente/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 23:47:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chep, leader mondiale nelle soluzioni di pooling di pallet e contenitori, hasiglato un nuovo contratto con Henkel – leader mondiale nei settori della detergenza, il beauty care e adhesive technology – per espandere lutilizzo dei servizi di pallet pooling in Germania, sostituendo i pallet bianchi in interscambio. Nellambito dellintesa, Henkel beneficerà del servizio carbon neutral di Chep esplorando iniziative di trasporto collaborativo per ridurre limpatto ambientale. «Chep ci sta aiutando a costruire una supply chain migliore attraverso unefficiente gestione dei pallet e grazie alla capacità di ottimizzare i network e di garantire eccellenza nella produttività delle risorse» afferma Oliver Wittig, </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chep, leader mondiale nelle soluzioni di pooling di pallet e contenitori, hasiglato un nuovo contratto con Henkel – leader mondiale nei settori della detergenza, il beauty care e adhesive technology – per espandere lutilizzo dei servizi di pallet pooling in Germania, sostituendo i pallet bianchi in interscambio. Nellambito dellintesa, Henkel beneficerà del servizio carbon neutral di Chep esplorando iniziative di trasporto collaborativo per ridurre limpatto ambientale.</p>
<p>«Chep ci sta aiutando a costruire una supply chain migliore attraverso unefficiente gestione dei pallet e grazie alla capacità di ottimizzare i network e di garantire eccellenza nella produttività delle risorse» afferma <strong>Oliver Wittig, responsabile della logistica di Henkel in Germania e Svizzera</strong>. «Da molti anni abbiamo un rapporto strategico molto stretto con Chep. Recentemente abbiamo deciso di sostituire i restanti pallet bianchi in interscambio con le soluzioni di pooling di pallet di Chep presso il nostro stabilimento di prodotti laundry home care a Holthausen, in Germania. Tutta la produzione è ora palettizzata con Chep con ottimi risultati sia in termini di risparmio sui costi sia di benefici in ambito sostenibilità».<br />
Un recente studio di valutazione del ciclo di vita indipendente ha confermato che in Europa i pallet di Chep hanno il minore impatto sullambiente rispetto ai sistemi di pallet alternativi, vale a dire i pallet a rendere e a perdere. Lo studio è stato effettuato dalla Intertek-Rdc Environment di Bruxelles, una importante società di consulenza ambientale in conformità con la metodologia Iso 14044.</p>
<p><span id="more-21"></span><br />
Sulla base di questa valutazione, utilizzando il pallet pooling di Chep in Germania, Henkel ridurrà le emissioni di anidride carbonica di 895 tonnellate metriche allanno, lequivalente delle emissioni derivanti dalluso di energia elettrica in 123 abitazioni in un anno, evitando inoltre lo smaltimento in discarica di 76 tonnellate metriche di legno ogni anno.<br />
Henkel ha deciso inoltre di usufruire del servizio di pallet carbon neutral offerto da Chep per ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale. Il servizio di pallet carbon neutral amplia le esistenti iniziative di sostenibilità di Chep, consentendo ai clienti di acquistare crediti di carbonio per contribuire al finanziamento di progetti di riduzione delle emissioni di anidride carbonica in tutto il mondo. Per Chep questo è un modo immediato ed efficace dal punto di vista dei costi di supportare i clienti che intendono conseguire i propri obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.</p>
<p>«La sostenibilità è un elemento chiave della nostra value proposition ed è importante anche per i nostri clienti. Intendiamo fare tutto il possibile per mantenere elevata la qualità delle nostre attrezzature e servizi, aiutando Henkel a ottimizzare le proprie operazioni di trasporto e logistiche” dichiara <strong>Christophe Campe, vice presidente e general country manager per la Germania di Chep </strong>– Solo in questo modo potremo aiutarli a conseguire i propri obiettivi di sostenibilità».<br />
Attualmente sono in corso trattative relative a una potenziale e ulteriore integrazione dei programmi di sostenibilità di Chep a livello globale in tutta Henkel. Henkel collabora con Chep in tuttEuropa, in America e in Asia-Pacifico.</p>
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		<title>Klm Air France premia la Csr di Ferrero</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/12/klm-air-france-premia-la-csr-di-ferrero/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 23:46:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri sera l’ottava edizione dei China Awards, la tradizionale cerimonia di premiazione delle aziende e delle personalità italiane e cinesi che meglio hanno colto le opportunità d’interscambio fra i due paesi. I premi sono stati conferiti durante una charity dinner, i cui proventi saranno destinati a Lifeline Express, organizzazione non profit che offre cure e operazioni chirurgiche gratuite grazie a treni-ospedale che si muovono nelle aree più remote e povere della Cina. La serata ha visto la presenza, per la prima volta, di Air France nella veste di sostenitore dell’evento. «Per noi assume un significato particolare la </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri sera l’ottava edizione dei China Awards, la tradizionale cerimonia di premiazione delle aziende e delle personalità italiane e cinesi che meglio hanno colto le opportunità d’interscambio fra i due paesi.<br />
I premi sono stati conferiti durante una charity dinner, i cui proventi saranno destinati a Lifeline Express, organizzazione non profit che offre cure e operazioni chirurgiche gratuite grazie a treni-ospedale che si muovono nelle aree più remote e povere della Cina.<br />
La serata ha visto la presenza, per la prima volta, di Air France nella veste di sostenitore dell’evento.<br />
«Per noi assume un significato particolare la consegna del China Award per la Corporate social responsibility, in quanto crediamo fortemente nell’impegno sociale delle grandi aziende – <strong>Fabrice Coltelloni, direttore vendite di Air France Klm in Italia</strong> –. A livello corporate la nostra attività spazia dalla ricerca di nuove tecnologie in grado di limitare l’impatto ambientale del settore aereo allo sviluppo del territorio e delle comunità nei paesi in cui operiamo. Solo la Fondazione Air France, nata giusto 20 anni fa, sostiene più di 100 progetti umanitari in tutti e cinque i continenti. Sono quindi estremamente onorato di poter consegnare questo riconoscimento a una grande azienda che sente il dovere di contribuire al progresso, non solo economico, delle realtà in cui opera».</p>
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		<title>Terzo Settore, un manifesto che dà fiducia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 23:43:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fiducia: questa la parola chiave per il non profit italiano, che, tra le difficoltà di una crisi profonda, deve affermare la propria capacità progettuale ideando e attuando schemi virtuosi verso un secondo welfare. Con questintento è stato firmato oggi a Roma il manifesto “Fiducia e nuove risorse per la crescita del terzo settore”. Acri Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum del Terzo Settore, Alleanza Cooperative Italiane e Banca Prossima (la banca di Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al non profit laico e religioso), hanno sottoscritto il </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fiducia: questa la parola chiave per il non profit italiano, che, tra le difficoltà di una crisi profonda, deve affermare la propria capacità progettuale ideando e attuando schemi virtuosi verso un secondo welfare. Con questintento è stato firmato oggi a Roma il manifesto “Fiducia e nuove risorse per la crescita del terzo settore”. Acri Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum del Terzo Settore, Alleanza Cooperative Italiane e Banca Prossima (la banca di Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al non profit laico e religioso), hanno sottoscritto il documento di fronte a più di 300 fra organizzazioni non profit, fondazioni e primari rappresentanti delle istituzioni.<br />
Il manifesto Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo Settore è un’alleanza aperta a tutti coloro che dispongono di risorse, finanziarie e non, da mettere a disposizione. I primi otto firmatari rappresentano le tre principali realtà sociali e produttive coinvolte: il terzo settore, nella sua componente associativa e in quella imprenditoriale delle cooperative sociali; gli erogatori, ossia le Fondazioni di origine bancaria, di impresa e familiari; la finanza specializzata.</p>
<p>Il sistema delle Fondazioni di origine bancaria, che nel 2012 ha erogato circa un miliardo di euro effettuando oltre 22 mila interventi, propone una visione moderna e sinergica delle modalità di impiego delle risorse, nella quale l’intervento filantropico delle fondazioni si combina con quello di altri soggetti del privato sociale e della pubblica amministrazione locale, con il welfare aziendale, con la finanza per il sociale e con la partecipazione degli stessi cittadini, al fine di sviluppare un secondo welfare che abbia profonde radici nelle comunità.<br />
Superano i 150 milioni le risorse erogate dalle Fondazioni non bancarie di Assifero.</p>
<p><span id="more-17"></span></p>
<p>L’Alleanza Cooperative Italiane (43 mila realtà d’impresa appartenenti a Legacoop, Confcooperative e Agci) interviene sul terzo settore produttivo attraverso il finanziamento alle start up, il reimpiego di disoccupati post licenziamento e cassintegrati, la capitalizzazione e il consolidamento di imprese, e sta inoltre considerando un’apertura della garanzia confidi alle componenti non industriali del mondo non profit. Il forum del terzo settore rappresenta e supporta il mondo dell’associazionismo di promozione sociale, del volontariato, della cooperazione sociale e allo sviluppo, un universo assai variegato di impegno e di attività che in questi tempi di crisi ha la necessità di migliorare la propria efficienza per mantenere attuale la propria missione: lattenzione ai costi e alla finanza e la raccolta fondi diventano così altrettanto importanti quanto il coinvolgimento di nuovi volontari. Banca Prossima mette a disposizione le esperienze fatte con le Fondazioni socie (Cariplo, Compagnia di San Paolo, Cariparo), accostandole a strumenti finanziari nuovi: dalla piattaforma di crowdlending garantito “Terzovalore” all’Obbligazione “Serie Speciale Banca Prossima”, che sta per chiudere le sottoscrizioni ben oltre i 30 milioni di euro.</p>
<p>Il terzo settore Italiano è un pilastro dell’economia e della società. Più di 300 mila organizzazioni, 950 mila dipendenti, 4,8 milioni di volontari ed entrate pari al 4,5% del Pil ne fanno un attore economico di primaria importanza. Dal 2001 a oggi è cresciuto del 28% per numero di organizzazioni e del 39% in termini di addetti; le sole cooperative sociali nell’ultimo triennio hanno creato 20 mila nuovi posti di lavoro. Il mondo non profit è indispensabile per gestire le aree del welfare che l’intervento pubblico è costretto a lasciare scoperte, perché non in grado di dare risposta a tutte le istanze provenienti dalla società. Esigenze che oggi crescono e cambiano, per la crisi della finanza pubblica e per i movimenti della società: invecchiamento, immigrazione, conciliazione, separazioni, nuove povertà materiali e culturali.</p>
<p>Il sistema non profit sta manifestando alcuni allarmanti segni di sfiducia, che si traducono in una minore propensione agli investimenti, in un rallentamento delle richieste di credito (specie a medio e lungo termine), in una ridotta progettualità e in una maggiore tensione delle condizioni finanziarie. Questa stasi potrebbe compromettere la capacità del terzo settore di adattarsi, investire e inventare: veri e propri punti di forza questi ultimi del made in Italy sociale. Oltre alla propria capacità di resilienza, tuttavia, il non profit italiano dispone di molte risorse sottoutilizzate: bandi europei costruiti per la promozione dell’economia sociale, una serie di strumenti finanziari innovativi, la volontà di superare la propria scarsa efficienza organizzativa, gestionale, energetica e della supply chain. Infine, l’impegno preso dalla pubblica amministrazione italiana di effettuare con regolarità il pagamento delle prestazioni operate dal terzo settore avrà un grande rilievo. Le organizzazioni potranno infatti contare su flussi finanziari più regolari e utilizzare le fonti bancarie non per tamponare ritardi di pagamento, ma per investimenti di lungo periodo.</p>
<p>Da qui il manifesto Fiducia e risorse per la crescita del Terzo Settore che si svilupperà in due tappe: la pubblicazione sul sito www.manifestoperilnonprofit.it per raccogliere on line adesioni e suggestioni da soggetti privati e pubblici, e una serie di incontri regionali di progettazione condivisa, in cui gli attori coinvolti si confronteranno con il nonprofit su problematiche e opportunità di carattere generale e locale, con il coinvolgimento della pubblica amministrazione. I primi filoni di intervento saranno una campagna sull’efficienza energetica, una riflessione sull’accesso ai bandi europei, l’emissione di obbligazioni per lo sviluppo del non profit (paragonabili a titoli pubblici ma non gravanti sul patto di stabilità) e lo studio di una centrale di acquisto per il non profit che abbatta in modo considerevole i costi, consentendo alle organizzazioni di concentrarsi meglio sulla propria missione. Sono in programma anche proposte specifiche per promuovere la sostenibilità dell’istruzione e della sanità non profit.</p>
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		<title>Granarolo sostiene Life+ Climate Change</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 23:42:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ridurre le emissioni di gas effetto serra nei sistemi agricoli della Regione Emilia-Romagna. Questo lobiettivo del progetto europeo “Life+ Climate Change”, al quale hanno aderito su base volontaria sei aziende leader nei rispettivi settori: Apo Conerpo e Cso per le produzioni di pera, pesca, pomodoro e fagiolino; Barilla per il grano duro; Granarolo per il latte vaccino fresco; Granterre per il latte vaccino per il parmigiano-reggiano; Unipeg per la carne bovina. Partner tecnici del progetto sono Arpa, Crpa, Crpv e Coop Italia. Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario e quindi gli allevamenti bovini, Granarolo sarà impegnata in progetti di riduzione </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ridurre le emissioni di gas effetto serra nei sistemi agricoli della Regione Emilia-Romagna. Questo lobiettivo del progetto europeo “Life+ Climate Change”, al quale hanno aderito su base volontaria sei aziende leader nei rispettivi settori: Apo Conerpo e Cso per le produzioni di pera, pesca, pomodoro e fagiolino; Barilla per il grano duro; Granarolo per il latte vaccino fresco; Granterre per il latte vaccino per il parmigiano-reggiano; Unipeg per la carne bovina. Partner tecnici del progetto sono Arpa, Crpa, Crpv e Coop Italia.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario e quindi gli allevamenti bovini, Granarolo sarà impegnata in progetti di riduzione dei gas serra emessi nelle fattorie dei propri soci allevatori. Il leader ha infatti messo a disposizione del progetto la propria esperienza maturata nell’ambito di diverse iniziative legate alla quantificazione e riduzione dell’impatto ambientale lungo tutta la filiera agroalimentare di produzione e trasformazione del latte vaccino.</p>
<p>Entro la fine del 2013 saranno selezionate sei aziende zootecniche nelle quali verranno avviati progetti di riduzione delle emissioni. Nell’ambito del progetto, di durata triennale, saranno monitorati i principali fattori produttivi che influenzano l’emissione di gas serra lungo la filiera di produzione del latte. Nello specifico, saranno definite iniziative che hanno l’obiettivo da un lato di incrementare i fattori produttivi (favorendo la riduzione delle emissioni) e dall’altro di controllare e diminuire l’impatto generato dai fattori che invece determinano un maggior contributo in termini di emissioni di gas serra.</p>
<p><span id="more-14"></span></p>
<p>Le iniziative riguarderanno in particolare i processi di produzione dei foraggi per l’alimentazione del bestiame (erba medica, graminacee, mais, cereali), i processi di produzione della materia prima latte, nonché i processi di trattamento delle deiezioni animali. Il progetto “Life+ Climate Change”, partito lo scorso 1 luglio 2013 e presentato l’11 settembre a Bologna dall’<strong>assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni</strong>, è coordinato dalla Regione Emilia-Romagna e ha come obiettivo la riduzioni dei gas serra in agricoltura sul territorio della regione.<br />
Il progetto rientra nell’ambito delle numerose iniziative che, sia sul fronte produttivo sia su quello dei consumi, il gruppo granarolo mette in atto con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. Tra le altre si ricordano:</p>
<p>• La partecipazione al progetto Enviromental Life Cicle Assessment e labelling dei prodotti a marchio Granarolo e/o a marchi di proprietà di Granarolo cofinanziato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; il progetto ha avuto come obiettivi lo studio del ciclo di vita di alcuni prodotti commercializzati con i brand Granarolo e Prima Natura Bio (prodotti biologici) rappresentativi di sette famiglie di prodotti (latte fresco, latte uht, yogurt, burro, uova, formaggi, besciamella) e la definizione dei possibili programmi di miglioramento;<br />
• Lo sviluppo e certificazione del processo interno per l’emissione delle dichiarazioni ambientali di prodotto Epd in accordo con il general programme instructions for environmental product declarations (www.environdec.com);<br />
• I progetti di ricerca volti a sviluppare e adottare soluzioni maggiormente sostenibili nel campo degli imballaggi alimentari;<br />
• L’implementazione e la diffusione presso gli allevatori di Linee Guida per l’allevamento sostenibile delle bovine da latte; il progetto (chiusura nel primo semestre 2014) vede la partecipazione di Granlatte, del Centro Ricerche Produzioni Animali (Crpa), dell’Università di Milano e dell’Università di Bologna;<br />
• Le iniziative tese alla riduzione degli sprechi alimentari e degli imballaggi che stanno all’interno del progetto “Pillole e ricette antispreco”</p>
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		<title>Cpl Concordia, sostenibilità da Oscar</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Dec 2013 23:37:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’azienda multiutility Cpl Concordia ha vinto l’Oscar di Bilancio 2013 per la categoria “Società e Grandi aziende non quotate”, grazie al suo annual report (composto dal Bilancio di esercizio e Consolidato e dal Bilancio di sostenibilità 2012), la cui redazione, relativa in particolare al Bilancio di sostenibilità, è stata curata dal Centro Studi BilanciaRsi. L’Oscar di Bilancio è un premio annuale organizzato da Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, assegnato a 11 categorie di organizzazioni che abbiano attuato la migliore rendicontazione economica, sociale e ambientale e una conseguente comunicazione efficace e innovativa </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’azienda multiutility Cpl Concordia ha vinto l’Oscar di Bilancio 2013 per la categoria “Società e Grandi aziende non quotate”, grazie al suo annual report (composto dal Bilancio di esercizio e Consolidato e dal Bilancio di sostenibilità 2012), la cui redazione, relativa in particolare al Bilancio di sostenibilità, è stata curata dal Centro Studi BilanciaRsi. L’Oscar di Bilancio è un premio annuale organizzato da Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, assegnato a 11 categorie di organizzazioni che abbiano attuato la migliore rendicontazione economica, sociale e ambientale e una conseguente comunicazione efficace e innovativa verso tutti i pubblici di riferimento. Oltre ad aver vinto l’Oscar di Bilancio 2013, Cpl Concordia è stata insignita del Premio Quadrofedele Airces per i migliori Bilanci desercizio e sociale (Premio Speciale Best), fra tutte le cooperative italiane, per gli elevati standard qualitativi raggiunti con entrambi i documenti. Il Premio Quadrofedele, a cui concorrono tutte le cooperative nazionali aderenti a Legacoop, ha una giuria presieduta da Airces Associazione dei revisori contabili del sistema cooperativo, e sostenuta da Ferpi, la Federazione che organizza l’Oscar di bilancio.</p>
<p>Cpl è un gruppo cooperativo sorto nel 1899, operante in Italia e all’estero in quattro settori principali: reti, energia, gas e tcl, che garantisce lavoro a oltre 1.600 addetti in 16 sedi, 70 società e che ha prodotto un fatturato consolidato 2012 di 411 milioni di euro.</p>
<p>L’operato di quest’azienda si ispira ai principi di trasparenza, onestà e integrità declinati secondo gli standard più elevati e le linee guida internazionali nella gestione della propria attività in tutti i contesti in cui opera. Questi principi sono sempre affiancati e sostenuti da una solidissima inclinazione alla trasparenza, che si rispecchia in tutte le attività intraprese dal gruppo: dalla sostenibilità in azienda e verso il contesto sociale in cui questa è inserita, alla predisposizione dello stesso Annual report considerato dagli esaminatori dell’Oscar di Bilancio un documento dettagliato e di facile fruizione per tutti gli stakeholder. Questa caratteristica è uno dei principali criteri in base a cui è stato attribuito il premio, anche perché le informazioni messe a disposizione per i portatori di interesse, si legge fra le motivazioni, sono molto dettagliate e corredate da un’impostazione grafica ben strutturata.</p>
<p>Seppure l’annual report rappresenti tradizionalmente il modo in cui un’azienda produce valore economico, Cpl è consapevole della necessità di rendicontarlo anche sul piano sociale e ambientale e della qualità e dell’importanza del valore condiviso che viene generato grazie al percorso sostenibile intrapreso ormai da lungo tempo. Esso è ispirato al rispetto verso i diritti umani, che porta a una visione della sostenibilità improntata alla creazione di lavoro vero, allo sviluppo di ricchezze pluridimensionali per gli stakeholder e al perseguimento dell’obiettivo di assicurare una migliore qualità della vita, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e della società. Il valore condiviso viene coerentemente rappresentato nel Bilancio di sostenibilità 2012, definito dalla stessa azienda motore per creare valore condiviso. Il Comitato dell’Oscar di Bilancio ha ritenuto di dover premiare Cpl Concordia per la completezza delle informazioni, organizzate secondo le linee guida del Global Reporting Inititiative (Gri). Particolare risalto e profondità vengono attribuiti all’identità aziendale, così come alla performance economica, sociale e ambientale, nonché alle molteplici iniziative adottate per la comunicazione a tutti i portatori di interesse. Importante, per un’azienda che guarda al proprio futuro sostenibile, è l’accento posto sugli obiettivi di miglioramento, opportunamente identificati nel bilancio.</p>
<p>Questo riconoscimento rappresenta una vittoria per Cpl, già annoverata come finalista all’Oscar di Bilancio 2012, sempre per la categoria Società e grandi imprese non quotate, perché tramite tale premio viene riconosciuta la dedizione dell’azienda a un percorso sostenibile e una comunicazione trasparente ed efficace dei risultati.</p>
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		<title>Porta la Sporta, ultimo atto</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/11/porta-la-sporta-ultimo-atto/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 00:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la quarta edizione della Settimana Nazionale Porta la Sporta, che avverrà in concomitanza con la Serr-Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti, dal 16 al 24 novembre, si chiude la stagione degli eventi nazionali della campagna Porta la Sporta. La Settimana Nazionale Porta la Sporta ha accompagnato dal 2010 lomonima campagna nata nel 2009 per informare e diffondere consapevolezza sulle conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta. Il punto di partenza è stato il sacchetto di plastica in quanto testimonial deccellenza dellinquinamento ambientale da plastica, diffuso ormai a livello globale. La Campagna </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la quarta edizione della Settimana Nazionale Porta la Sporta, che avverrà in concomitanza con la Serr-Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti, dal 16 al 24 novembre, si chiude la stagione degli eventi nazionali della campagna Porta la Sporta.<br />
La Settimana Nazionale Porta la Sporta ha accompagnato dal 2010 lomonima campagna nata nel 2009 per informare e diffondere consapevolezza sulle conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta.<br />
Il punto di partenza è stato il sacchetto di plastica in quanto testimonial deccellenza dellinquinamento ambientale da plastica, diffuso ormai a livello globale.<br />
La Campagna Porta la Sporta ha lavorato a livello nazionale e in modo mirato e continuativo per preparare lopinione pubblica al divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica di cui si parlava dal 2007.</p>
<p><span id="more-41"></span><br />
Con il supporto del suo sito ha fatto informazione sul danno ambientale derivato dalla plastica, ma anche sulla necessità di andare oltre a un consumo usa e getta per evitare che, invece di ridurre drasticamente il consumo di monouso, si potesse passare a utilizzare un altro materiale usa e getta, seppur biodegradabile, a parità di consumo.</p>
<p>«La Commissione europea ha appena adottato una proposta di legge che obbliga gli Stati membri a ridurre luso delle borse di plastica sottile scegliendo come farlo – afferma <strong>Silvia Ricci, responsabile campagne dellAcv (Associazione Comuni Virtuosi)</strong> –. Guardando allesempio dellItalia che ha ridotto in modo consistente il consumo di sacchetti monouso soprattutto nei supermercati, non ci sono dubbi sul fatto che per ridurre il consumo di sacchetti si debba farli pagare. Questindicazione emerge come esito dal nostro monitoraggio sul consumo di sacchetti durato sei mesi in 13 comuni italiani che dimostra che il consumo di sacchetti è determinato dal rivenditore. E cioè che solo quando il punto vendita decide di far pagare il sacchetto si verifica una sua drastica riduzione, come daltronde ci ha insegnato il caso dellIrlanda. La maggior parte degli italiani si dimostra virtuosa soprattutto quando è il portafoglio a risentirne. Partiamo da questa considerazione per affrontare seriamente la questione dellutilizzo usa e getta, dove è indispensabile e dove non lo è, e andrebbe economicamente disincentivato. In un secondo tempo si valutano i materiali più adatti».</p>
<p>Lultima edizione della Settimana Nazionale Porta la Sporta vuole essere, come le precedenti, unoccasione di coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto, grazie alla collaborazione di partecipanti in grado di sensibilizzare sul tema della prevenzione altro pubblico a cascata. Assolvono a questo compito i principali gruppi della distribuzione moderna, gli enti locali e diverse associazioni e movimenti di salvaguardia ambientale.</p>
<p>Sono stati oltre 600 gli enti locali e 23 i gruppi della distribuzione moderna coinvolti complessivamente nelle tre edizioni dellevento oltre che dallattività ordinaria lungo i quattro anni. Le insegne della distribuzione moderna partecipanti si sono messe a disposizione delliniziativa per ridurre il proprio consumo, ma anche per spingere i propri clienti a un uso continuativo della sporta. Il sacchetto usa e getta è ancora lopzione più gettonata nel piccolo commercio e nei mercati, come dimostra lesito del monitoraggio effettuato durante la competizione Sfida allultima sporta, alla quale hanno partecipato 180 punti vendita tra supermercati e negozi.</p>
<p>Fanno squadra con la Settimana Porta la Sporta e la Serr per una promozione della sporta riutilizzabile -e non solo-, gli operatori commerciali ed enti locali presenti su tutto il territorio nazionale che si trovano elencati sul sito delliniziativa www.portalasporta.it .<br />
Come operatori commerciali hanno già confermato la loro presenza tutte le sedi di Eataly tra le quali Torino e Roma, il Centro Commerciale I Gigli di Campo Bisenzio (Fi) e gruppi della distribuzione moderna: Alì Aliper, Conad Adriatico (Leclerc, Conad City, Margherita), Ce.di. Marche con SI con te, Dimar spa (Mercatò, Bigstore, Maxisconto, Famila), Dao Conad, Despar Nordest, Nordiconad, Tigre e Oasi, Simply Italia, Sogegross con Basko , Unicoop Tirreno e Unes Supermercati. Non hanno mancato una sola edizione delle quattro edizioni dellevento: Simply Italia, Unes Supermercati e Despar Nordest.</p>
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		<title>Barilla FoodService 5 kg, impatto ambientale certificato</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/11/barilla-foodservice-5-kg-impatto-ambientale-certificato/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 23:58:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barilla, leader italiano nella pasta per il settore foodservice, con un’offerta che include anche sughi, piatti pronti e bakery, vuole promuovere la propria qualità distintiva nelle varie formule di ristorazione, con un’attenzione rinnovata ai temi della sostenibilità. Con questobiettivo, la pasta Barilla FoodService 5 kg ha misurato gli impatti ambientali generati dal prodotto lungo l’intero processo rendicontandoli e certificandoli per mezzo della Dichiarazione ambientale di prodotto validata secondo i requisiti del sistema Internazionale Epd (Environmental Product Declaration). Tale misurazione è stata condotta secondo la metodologia del Life Cycle Assessment, considerando l’impronta ambientale che il prodotto genera nell’intera filiera di produzione, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Barilla, leader italiano nella pasta per il settore foodservice, con un’offerta che include anche sughi, piatti pronti e bakery, vuole promuovere la propria qualità distintiva nelle varie formule di ristorazione, con un’attenzione rinnovata ai temi della sostenibilità.</p>
<p>Con questobiettivo, la pasta Barilla FoodService 5 kg ha misurato gli impatti ambientali generati dal prodotto lungo l’intero processo rendicontandoli e certificandoli per mezzo della Dichiarazione ambientale di prodotto validata secondo i requisiti del sistema Internazionale Epd (Environmental Product Declaration). Tale misurazione è stata condotta secondo la metodologia del Life Cycle Assessment, considerando l’impronta ambientale che il prodotto genera nell’intera filiera di produzione, dalla coltivazione delle materie prime alla cottura professionale: vengono cioè quantificati i consumi di acqua (water footprint), anidride carbonica (carbon footprint) e suolo (ecological footprint) necessari per produrre ogni kg di pasta servita dai ristoranti che scelgono Barilla. La Dichiarazione ambientale di prodotto è un documento pubblico scaricabile dal sito www.environdec.com</p>
<p>I dati di impatto ambientale misurati tengono già conto del traguardo raggiunto da Barilla con la diminuzione dell’uso di film plastico nel proprio packaging, pari a 100 tonnellate annue circa sulla gamma FoodService 5 kg, con una riduzione complessiva per l’ambiente di 350 tonnellate di CO2 equivalente emesse nell’atmosfera: un quantitativo comparabile a 50 giri dell’equatore in auto.<br />
«L’impegno di creare ogni giorno prodotti Buoni per le Persone e contemporaneamente Buoni per il Pianeta fa parte della nostra mission – dichiara Marco Gandolfi, marketing senior manager out of home di Barilla – e la Dichiarazione ambientale di prodotto Epd credo sia un elemento distintivo rilevante e contemporaneamente di creazione valore per il mercato business-to-business dei prodotti per la ristorazione».</p>
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