Corporate Social Innovation ai nastri di partenza
Le parole sono importanti, diceva qualcuno, e in tema di responsabilità sociale il concetto vale doppio. Non sarà sfuggito ai più attenti che ultimamente sta circolando un nuovo acronimo, vedremo se più o meno fortunato di Csr o Csv (Creating Shared Value). Ci riferiamo a Corporate Social Innovation, di cui si è iniziato a parlare già nell’ambito del Tavolo Imprenditorialità della prima Giornata Nazionale dell’Innovazione Sociale al Forum PA promossa da I- Sin (Rete Innovatori Sociali Italiani) e altri richiamando la necessità per l’impresa di fare innovazione sociale nelle proprie politiche di Csr. Tante le esperienze presentate. Dal sistema di poliambulatori e studi odontoiatrici di qualità a un costo accessibile di Welfare Italia, al progetto di Cgm e Renovo per l’inserimento di soggetti svantaggiati in centrali termoelettriche a biomasse a filiera corta. O ancora l’esperienza della Città dei Mestieri a Roma in uno spazio sequestrato anni fa alla banda della Magliana nata in seno ad Anima e promossa da Basf insieme alla cooperativa il Solco, Comune, Provincia e Regione con l’obiettivo di promuovere il reinserimento lavorativo e l’autoimprenditorialità degli over 50.