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	<title>Energia Archivi - Green Business Web</title>
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		<title>Batterie Tesla Powerwall 2: nuovissimi sistemi di accumulo per fotovoltaico</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2017/04/batterie-tesla-powerwall-2-nuovissimi-sistemi-accumulo-fotovoltaico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 23:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tesla ha dato inizio, a partire dal 2017, alla vendita di Powerwall 2, nuovo sistema di accumulo domestico che è utilizzabile con un impianto fotovoltaico, oltre a permettere la ricarica dei veicoli elettrici. I clienti potranno facilmente acquistare direttamente dal sito ciò di cui hanno bisogno, senza distributore, senza intermediario. Questa è solo l’ultima idea realizzata dall’azienda di Elon Musk che opera nel mercato delle batterie grazie alla collaborazione con Gigafactory. Quest’ultima è una grande fabbrica al litio che, a partire dal 2018, conta di far crollare i costi delle batterie, così da sostenere la diffusione delle energie rinnovabili. Scopriamo </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tesla</strong> ha dato inizio, a partire dal 2017, alla vendita di <strong>Powerwall 2</strong>, nuovo <strong>sistema di accumulo domestico</strong> che è utilizzabile con un <strong>impianto fotovoltaico</strong>, oltre a permettere la ricarica dei <strong>veicoli elettrici</strong>. I clienti potranno facilmente acquistare direttamente dal sito ciò di cui hanno bisogno, senza distributore, senza intermediario. Questa è solo l’ultima idea realizzata dall’azienda di Elon Musk che opera nel mercato delle batterie grazie alla collaborazione con Gigafactory. Quest’ultima è una grande fabbrica al litio che, a partire dal 2018, conta di far crollare i costi delle batterie, così da sostenere la diffusione delle energie rinnovabili. Scopriamo insieme ulteriori dettagli legati a Powerwall 2!</p>
<h2><strong>Le novità di Tesla Powerwall 2</strong></h2>
<p>La nuova<strong> Powerwall</strong> 2 è la <strong>batteria al litio</strong> che aiuterà il tuo impianto fotovoltaico ad <strong>accumulare energia elettrica. </strong>L’<a href="http://www.batteriadomestica.it/impianto-fotovoltaico-con-accumulo/" target="_blank" rel="noopener">accumulatore fotovoltaico</a> potrà essere poi utilizzato in un secondo momento, quando vi sarà il reale bisogno. Rispetto alla prima generazione di batterie, Powerwall 2 ha il doppio della capacità e si adatta al meglio agli impianti di abitazioni sia di grandi che di piccole dimensioni. Tale discorso vale anche per le aziende, che potranno così riuscire a <strong>raggiungere massima indipendenza</strong>. Abbinando il fotovoltaico al nuovo sistema Tesla, ogni casa o impresa riuscirà ad alimentarsi con una rete elettrica personale, <strong>riducendo altamente il consumo di </strong><strong>combustibili fossili.</strong></p>
<p>Sarà possibile utilizzare questa batteria intelligente andando a controllare il consumo di energia solare sempre in tempo reale. Potrai anche ricevere una notifica nel momento in cui la Powerwall 2 si appresta ad affrontare condizioni di maltempo.</p>
<h3><strong>Powerwall 2 per auto elettriche</strong></h3>
<p>Questa batteria, sostenendo l’idea e l’attività primaria della stessa azienda, è ottimale per poter essere usata su più fronti. Usando l’<strong>energia generata dalla tua <a href="http://www.federprogetti.it/fotovoltaico/" target="_blank" rel="noopener">impiantistica fotovoltaica</a></strong> potrai anche caricare, per esempio nel cuore della notte, <strong>la tua auto elettrica </strong>e qualsiasi mezzo di trasporto che funzioni con l’uso di batterie. Il più grande <strong>vantaggio</strong> è legato proprio ai bassi consumi dell’impianto fotovoltaico: la percentuale consumata dell’energia prodotta è mediamente pari al 30 – 40%. In questo modo si evitano gli sprechi, ogni ricarica è sicura e l’energia è completamente tua, al 100%.</p>
<p><span id="more-50"></span></p>
<h2><strong>Scheda tecnica della batteria Tesla Powerwall 2</strong></h2>
<p><strong>Tecnologia:</strong><strong> </strong>si presenta come una batteria agli ioni di litio ricaricabile, che viene montata a parete, e usa il controllo termico del liquido;</p>
<p><strong>Dimensioni:</strong><strong> </strong>115 cm x 75,5 cm x 15,5 cm;</p>
<p><strong>Peso della batteria:</strong><strong> </strong>122 kg;</p>
<p><strong>Energia CA:</strong> 13,2 kWh;</p>
<p><strong>Potenza, continua:</strong> 5kW;</p>
<p><strong>Picco di potenza:</strong> (10s) 7kW;</p>
<p><strong>Gamma di tensione CA:</strong> 208V, 220V, 230V, 277V, 100-200V, 120-240V;</p>
<p><strong>Potenza apparente massima: </strong>5,8 kVA;</p>
<p><strong>Picco di potenza apparente</strong>: (10s) 7,2 kVA;</p>
<p><strong>Tensione CC:</strong> batteria interna 50V;</p>
<p><strong>Efficienza</strong> in entrata e uscita: 89,0%;</p>
<p><strong>Garanzia a lunga durata:</strong><strong> 10 anni.</strong></p>
<h3><strong>L’importanza di associare Powerwall 2 al fotovoltaico</strong></h3>
<p>Ti stai chiedendo perché sia utile l’associazione tra la nuova batteria di casa Tesla e un impianto fotovoltaico? In primo luogo <strong>aumenta l’affidabilità della tua casa</strong> davanti a eventuali interruzioni di corrente: la tua personale riserva infatti sarà sempre disponibile, in qualsiasi momento. Inoltre, in fase d’installazione la Powerwall 2 è compatta, facile e automatica, la scelta migliore per sfruttare l’energia solare.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, la tua abitazione utilizzerà solo una piccola parte dell&#8217;energia prodotta; a quel punto invece che riversare quella in eccesso nella rete elettrica, Powerwall 2 ti permetterà di poterla trattenere per utilizzarla non appena ne avrai reale bisogno. Da notare che in caso di un blackout in casa o in azienda, il compito della batteria sarà quello di mantenere accese alcuni luci fondamentali: per esempio il frigorifero o il Wi-Fi.</p>
<p>Saprà soddisfare le più diverse esigenze quotidiane in modo conveniente, sfruttando sempre il miglior prezzo per kWh.</p>
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		<title>Siemens, la domanda di energia crescerà del 3% annuo da qui al 2020</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/10/siemens-la-domanda-di-energia-crescera-del-3-annuo-da-qui-al-2020/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Oct 2013 13:37:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>29La domanda di energia, su scala globale, è destinata ad aumentare quasi del 3% allanno, entro il 2030. Complessivamente, questa crescita moderata farà sì che la domanda di energia aumenti di oltre la metà rispetto ai livelli attuali da qui al 2030. Se, come previsto, verranno realizzati nuovi impianti di produzione di energia, le relative emissioni di CO2 aumenterebbero di un quarto ossia di 3.500 megatonnellate. Questi sono i risultati di uno studio recentemente pubblicato da Siemens e dal professor Horst Wildemann della Technical University di Monaco di Baviera. «Se le centrali elettriche a carbone venissero sostituite, su larga scala, </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greenbusinessweb.it/2013/10/siemens-la-domanda-di-energia-crescera-del-3-annuo-da-qui-al-2020/">Siemens, la domanda di energia crescerà del 3% annuo da qui al 2020</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.greenbusinessweb.it">Green Business Web</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>29La domanda di energia, su scala globale, è destinata ad aumentare quasi del 3% allanno, entro il 2030. Complessivamente, questa crescita moderata farà sì che la domanda di energia aumenti di oltre la metà rispetto ai livelli attuali da qui al 2030. Se, come previsto, verranno realizzati nuovi impianti di produzione di energia, le relative emissioni di CO2 aumenterebbero di un quarto ossia di 3.500 megatonnellate. Questi sono i risultati di uno studio recentemente pubblicato da Siemens e dal <strong>professor Horst Wildemann della Technical University di Monaco di Baviera</strong>. «Se le centrali elettriche a carbone venissero sostituite, su larga scala, da centrali a gas, entro il 2030, le emissioni di CO2 nel settore energetico potrebbero ridursi anche del 5% rispetto ai livelli attuali – afferma Wildemann –. Certo, sarebbe illusorio sostituire ora tutte le centrali a carbone con quelle a gas ma le potenzialità individuate sono davvero impressionanti, continua Wildemann. Le emissioni globali di CO2 che ogni anno potrebbero essere eliminate interrompendo la produzione di energia dal carbone equivarrebbero così alla quasi totalità delle emissioni di CO2 di tutti i 28 paesi dellUnione Europea.</p>
<p><span id="more-61"></span><br />
«Nel nostro studio abbiamo esaminato le situazioni locali e le differenti esigenze delle varie regioni del mondo – osserva <strong>Michael Süß, membro del Consiglio di Amministrazione di Siemens e ceo del settore energy di Siemens</strong>, in occasione della presentazione dello studio al World Energy Congress (Wec) –. Naturalmente, accanto alla sostenibilità e alla necessità di un’affidabile fornitura di energia, leconomia riveste sempre un ruolo importante non ci sarebbe motivo di chiudere anticipatamente nuove centrali a carbone già schedulate, al solo scopo di diminuire le emissioni di CO2. Ma è altrettanto evidente che la capillare espansione delle fonti energetiche rinnovabili da sola non permette di migliorare automaticamente il clima, come dimostra in modo impressionante laumento delle emissioni di CO2 in Germania. Daltra parte, chiudendo le vecchie centrali elettriche a carbone non solo si riducono significativamente le emissioni, ma si otterrebbero anche riscontri economici, come è stato dimostrato negli Stati Uniti. Nel nostro studio, abbiamo analizzato questi diversi scenari, cercando di mantenere un equilibrio tra sostenibilità, affidabilità ed economia».<br />
Lo studio dimostra che nonostante alcune differenze marcate tutti i paesi rientrano in uno dei cinque archetipi del contesto energetico. Nei paesi con una richiesta di energia in lenta crescita, ci sono da un lato i pionieri green che tendono marcatamente verso le fonti rinnovabili, e dallaltra i tradizionalisti, che tendono solo in bassa percentuale verso fonti di energia ecofriendly. Tra i paesi con una domanda di energia elettrica in rapido aumento, ci sono invece le nazioni energivore, che hanno già raggiunto un alto livello di elettrificazione, e le nazioni next-wave electrifiers, nelle quali sussistono ancora notevoli lacune nella fornitura energetica a tutti gli abitanti. Il quinto gruppo individuato è quello dei massimizzatori delle esportazioni di petrolio, che si caratterizzano per il loro obiettivo di migliorare lefficienza energetica di petrolio ed estrazione del gas.</p>
<p>Lo studio ha rilevato, ad esempio, che lEuropa potrebbe risparmiare circa 45 miliardi di Euro, entro il 2030, se molti degli impianti che generano energia da fonte rinnovabile fossero costruiti presso i siti che offrono i più alti rendimenti di energia elettrica. In questo scenario, i nuovi impianti fotovoltaici sarebbero installati principalmente nelle zone più calde del Sud Europa, mentre gli impianti eolici sarebbero costruiti nelle regioni più ventose e più settentrionali dEuropa. Negli Stati Uniti, gli 80 miliardi di Dollari di perdite annue, causate dai costi indiretti delle interruzioni di corrente, potrebbero essere evitate se la qualità della rete venisse migliorata. E in Cina sarebbe possibile fermare le emissioni di CO2 al livello attuale, se le fonti di energia rinnovabili fossero sfruttate appieno. Tuttavia, questo richiederebbe quasi il doppio degli investimenti. In alternativa, le emissioni potrebbero essere ridotte senza ulteriori costi se entro il 2030 un terzo delle centrali elettriche a carbone in Cina fossero sostituite da moderne centrali a gas.</p>
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		<title>Fotovoltaico, quale futuro?</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2013/04/fotovoltaico-quale-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 17:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dove andr�? il fotovoltaico senza incentivi? La domanda è d’obbligo dal momento che il supporto pubblico al settore sta per esaurirsi. A tirare le somme sull’andamento del settore e a ipotizzare le stime di sviluppo il Solar Energy Report del Politecnico di Milano che sar�? presentato il 16 aprile, di cui GreenBusiness vi propone un’anteprima. In un quadro globale di crescita nell’ordine del 3-9% rispetto al 2012, l’anno in corso potrebbe concludersi in Italia con un livello di installato tra gli 1,5 e i 2,2 GW, decisamente inferiore rispetto al 2012. Riduzione delle tariffe e modifiche relative alle modalit�? di accesso all’incentivazione seguite all’introduzione </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dove andr�? il fotovoltaico senza incentivi? La domanda è d’obbligo dal momento che il supporto pubblico al settore sta per esaurirsi. A tirare le somme sull’andamento del settore e a ipotizzare le stime di sviluppo il <strong>Solar Energy Report del Politecnico di Milano </strong>che sar�? presentato il 16 aprile, di cui <em>GreenBusiness</em> vi propone un’anteprima.</p>
<p>In un quadro globale di crescita nell’ordine del 3-9% rispetto al 2012, l’anno in corso potrebbe concludersi in Italia con un livello di installato tra gli 1,5 e i 2,2 GW, decisamente inferiore rispetto al 2012.<br />
Riduzione delle tariffe e modifiche relative alle modalit�? di accesso all’incentivazione seguite all’introduzione del Quarto e del Quinto Conto Energia sono alla base della contrazione del mercato, destinato a ridimensionarsi ulteriormente nel 2014, quando in assenza di incentivi si prevede una potenza installata inferiore al GW (–74% rispetto al 2012).<br />
Il Quinto Conto Energia si esaurir�? infatti sicuramente al più tardi nel corso del secondo semestre 2013. Secondo le stime il limite dei 6,7 miliardi di euro potrebbe essere raggiunto gi�? alla fine di giugno 2013, con una conseguente chiusura del sistema incentivante entro la fine di luglio 2013, trascorsi i 30 giorni stabiliti dal Decreto 5 Luglio 2012. L’effetto del Secondo Registro potrebbe però anticipare il raggiungimento del limite di spesa a giugno o, addirittura, a maggio 2013.</p>
<p><span id="more-174"></span></p>
<p>L’Energy &amp; Strategy Group ha provato a ipotizzare gli scenari di evoluzione del fotovoltaico italiano nei prossimi anni. Per il 2013 è possibile delineare due scenari, uno “conservativo” e uno “ottimistico”, a ognuno dei quali corrispondono diversi livelli di nuove installazioni rispettivamente di 1.500 MW e 2.200 MW in funzione della possibile evoluzione normativa nel breve/medio termine, che potrebbe per esempio prevedere la presenza di misure di ‘“accompagnamento’ come le detrazioni fiscali.</p>
<p>Appare evidente la necessit�? di confrontarsi direttamente con la grid parity. «Se, da un lato, l’assenza di incentivi render�? il 2014 un anno molto sfidante per il fotovoltaico nel nostro Paese – si legge nel report –, dall’altro, le misure di supporto ancora previste per il 2013 potrebbero essere sufficienti, secondo le nostre analisi, per rendere il mercato italiano in grado di raccogliere la sfida dell’auto-sostenibilit�? economica a partire dal 2014, soprattutto al Sud e al Centro del Paese».</p>
<p>Per la valutazione del mercato post 2013, l’analisi dell’Energy Strategy ha ipotizzato l’esaurimento di tutte le misure di supporto all’installazione del fotovoltaico in Italia, anche delle detrazioni fiscali. Il mercato residenziale potrebbe pesare per circa 200 MW annui, contando su un’ulteriore riduzione dei costi, favorita dalla diffusione di meccanismi di aggregazione quali i “Gruppi d’acquisto fotovoltaico”, su una progressiva integrazione con sistemi intelligenti di gestione dei carichi di consumo dell’utenza, sull’inizio della diffusione dei sistemi di storage e sulla possibilit�? di accedere allo scambio sul Posto. Il segmento industriale (20 – 200 kW) potrebbe rappresentare un mercato interessante, con un livello di nuove installazioni nell’ordine dei 350 MW annui, tramite l’utilizzo di modelli Seu (sistemi di utenza efficienti) per piccole applicazioni e grazie alle elevate percentuali di autoconsumo raggiungibili. Ulteriori 300 MW annui potrebbero essere raggiunti tramite l’applicazione di sistemi Seu a contesti multi-cliente, quali centri servizi, porti, stazioni e installazioni di singoli impianti da parte di grandi imprese energivore. Più difficile appare il decollo delle grandi centrali solari in ottica ‘Power Generation’, per le quali è possibile prevedere un mercato da circa 50 MW annui costituito da sistemi superiori ai 1.000 kW.</p>
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		<title>Bilancio positivo per gli Stati Generali della green economy</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2012/12/bilancio-positivo-gli-stati-generali-della-green-economy/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 16:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 1.500 partecipanti, circa 40 relatori, due ministri. Gli Stati Generali della Green Economy, la due giorni dedicata alleconomia verde, si sono conclusi e hanno indicato una road map verso la sostenibilità scandita dalle 70 proposte emerse dal lungo processo di partecipativo che ha visto coinvolti più di 1.000 esperti che hanno lavorato su otto temi strategici. Promossi dal ministero dellAmbiente e da 39 organizzazioni di imprese green con il supporto tecnico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, gli Stati Generali della Green Economy hanno confermato che in Italia la nuova economia verde costituisce il settore più innovativo che </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 1.500 partecipanti, circa 40 relatori, due ministri. Gli Stati Generali della Green Economy, la due giorni dedicata alleconomia verde, si sono conclusi e hanno indicato una road map verso la sostenibilità scandita dalle 70 proposte emerse dal lungo processo di partecipativo che ha visto coinvolti più di 1.000 esperti che hanno lavorato su otto temi strategici.<br />
Promossi dal ministero dellAmbiente e da 39 organizzazioni di imprese green con il supporto tecnico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, gli Stati Generali della Green Economy hanno confermato che in Italia la nuova economia verde costituisce il settore più innovativo che crea occupazione, contrasta la recessione ed è proiettato sui mercati internazionali.<br />
«Il successo degli Stati Generali della Green Economy ha detto <strong>Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile</strong> per l’ampio coinvolgimento di diversi settori, organizzazioni e imprese, per l’efficacia della piattaforma unitaria di 70 proposte, per il consenso ampio raccolto negli interventi di esponenti oolitici, sindacali, imprenditoriali, apre in Italia una nuova fase. Mille rivoli si sono incontrati e hanno dato vita ad un fiume, il fiume della green economy che comincia a scorrere anche in Italia. Questo fiume non scomparirà, ma si farà vedere e sentire come forza reale per affrontare la crisi italiana e aprire nuove possibilità di sviluppo».<br />
Una delle 70 proposte, la tesi 46 che prevede di “promuovere unazione specifica per il sostegno allo sviluppo delle rinnovabili termiche”, è diventata già oggi operativa con il nuovo decreto sugli incentivi alle rinnovabili termiche destinati alle famiglie e alla pubblica amministrazione come annunciato, nel corso della sessione finale degli Stati Generali della Green Economy, dal <strong>ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera</strong>.<br />
Secondo il <strong>ministro dell’Ambiente, Corrado Clini</strong>, i 70 punti indicati dal Programma di sviluppo di una green economy “possono costituire una road map verso lo sviluppo sostenibile e la green economy in Italia può essere una chiave per uscire dalla crisi”.<br />
Leconomia verde in Italia sta mostrando già segnali positivi, nonostante permangano alcune debolezze. Secondo il Rapporto “Green Economy per uscire dalle due crisi” tra i risultati più green i 193 corsi universitari in economia verde, i lavoratori nelle eco-industrie in crescita, il settore delle rinnovabili che impiega già oltre 108 mila lavoratori, le più di 4.500 le aziende di agricoltura biologica – il più alto numero in Europa -, i costi di smaltimento dei rifiuti molto bassi nelle Regioni che hanno scelto la raccolta differenziata spinta.<br />
Gli otto i settori individuati come strategici per lo sviluppo di uneconomia verde sono: strumenti economici; ecoinnovazione, ecoefficienza, riciclo e rinnovabilità dei materiali, efficienza e risparmio energetico; fonti energetiche rinnovabili; tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi; filiere agricole di qualità ecologica; mobilità sostenibile.</p>
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		<title>I cinque pilastri della mobilità sostenibile</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2012/11/i-cinque-pilastri-della-mobilita-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 16:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2050 sulle strade viaggeranno 2 miliardi di veicoli in più e raggiungeremo così i 4 miliardi di auto circolanti. Già nel 2010, la Cina ha registrato il più lungo ingorgo al mondo: 11 giorni. Il modello di mobilità che abbiamo conosciuto fino a oggi non è più sostenibile, e sono necessarie partnership cross-settoriali per sviluppare nuove soluzioni di trasporto. Se ne è parlato alla sede del prestigioso quotidiano britannico The Guardian, in un evento sponsorizzato da Ford. In questa videointervista, uno dei relatori del dibattito, Fabio Orecchini (coordinatore della sezione Sistemi per lEnergia e la Mobilità del Centro Interuniversitario </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2050 sulle strade viaggeranno 2 miliardi di veicoli in più e raggiungeremo così i 4 miliardi di auto circolanti. Già nel 2010, la Cina ha registrato il più lungo ingorgo al mondo: 11 giorni. Il modello di mobilità che abbiamo conosciuto fino a oggi non è più sostenibile, e sono necessarie partnership cross-settoriali per sviluppare nuove soluzioni di trasporto. Se ne è parlato alla sede del prestigioso quotidiano britannico The Guardian, in un evento sponsorizzato da Ford.<br />
In questa videointervista, uno dei relatori del dibattito, Fabio Orecchini (coordinatore della sezione Sistemi per lEnergia e la Mobilità del Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile dellUniversità di Roma La Sapienza) espone i fondamentali del proprio approccio allapporto che le energie possono offrire allo sviluppo di un nuovo modello di mobilità sostenibile. Un mondo in cui telecomunicazioni, elettricità, energia e trasporti dovranno integrarsi in una sorta di rete delle reti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greenbusinessweb.it/2012/11/i-cinque-pilastri-della-mobilita-sostenibile/">I cinque pilastri della mobilità sostenibile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.greenbusinessweb.it">Green Business Web</a>.</p>
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		<title>Se l’energia finisce nel cestino</title>
		<link>https://www.greenbusinessweb.it/2012/11/se-lenergia-finisce-nel-cestino/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 16:28:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo tempi in cui le parole d’ordine sono, sempre più spesso, efficientamento e risparmio energetico. Eppure, in Italia, oltre 900 mila kWh di energia, equivalenti alla produzione di 50 mila pannelli fotovoltaici in un’ora, vengono letteralmente buttati nella spazzatura ogni anno. È questo ciò che emerge da una ricerca realizzata grazie a una collaborazione tra Duracell e l’European recycling platform (Erp) sulle batterie usate. E si tratta solamente della punta dell’iceberg, visto che il calcolo è stato realizzato solamente sulle batterie conferite correttamente verso il riciclo, che rappresentano un quarto del totale di quelle acquistate. Il motivo di questo spreco </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greenbusinessweb.it/2012/11/se-lenergia-finisce-nel-cestino/">Se l’energia finisce nel cestino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.greenbusinessweb.it">Green Business Web</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo tempi in cui le parole d’ordine sono, sempre più spesso, efficientamento e risparmio energetico. Eppure, in Italia, oltre 900 mila kWh di energia, equivalenti alla produzione di 50 mila pannelli fotovoltaici in un’ora, vengono letteralmente buttati nella spazzatura ogni anno. È questo ciò che emerge da una ricerca realizzata grazie a una collaborazione tra Duracell e l’European recycling platform (Erp) sulle batterie usate. E si tratta solamente della punta dell’iceberg, visto che il calcolo è stato realizzato solamente sulle batterie conferite correttamente verso il riciclo, che rappresentano un quarto del totale di quelle acquistate. Il motivo di questo spreco si deve al fatto che una pila su tre viene buttata con ancora il 40% di energia disponibile al suo interno. Ciò accade perché alcuni dispositivi ad alto consumo, come le fotocamere digitali, smettono di funzionare quando ancora la batteria ha a disposizione il 60% della sua energia e può essere utilizzata per far funzionare altri apparecchi, come i giocattoli, le sveglie o i telecomandi. In tempi di crisi, quindi, riutilizzare i propri dispositivi di alimentazione su diversi apparecchi prima di eliminarli è sicuramente utile e la controllata di PG mette a disposizione dei consumatori la propria competenza e illustra sul proprio sito le soluzioni, le strategie e i piccoli trucchi per evitare gli sprechi (vedi un esempio nel grafico).</p>
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		<title>Per Aper, la green economy richiede più coraggio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 16:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I recenti Stati Generali della Green Economy di Rimini hanno posto sotto i riflettori un settore cresciuto negli ultimi anni a una velocità totalmente in controtendenza rispetto al generale contesto nazionale di recessione. Le imprese italiane, insieme a quelle dei partner europei, hanno assunto un ruolo guida nello scenario internazionale. D’altra parte non sarà più possibile invertire la tendenza: come sostenuto in tanti degli interventi delle due giornate riminesi, nel nostro futuro non ci potrà essere sviluppo economico in assenza di sostenibilità ambientale. Parlare di green economy come di un settore diverso dagli altri diventerà un controsenso, in quanto tenderà </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I recenti Stati Generali della Green Economy di Rimini hanno posto sotto i riflettori un settore cresciuto negli ultimi anni a una velocità totalmente in controtendenza rispetto al generale contesto nazionale di recessione. Le imprese italiane, insieme a quelle dei partner europei, hanno assunto un ruolo guida nello scenario internazionale. D’altra parte non sarà più possibile invertire la tendenza: come sostenuto in tanti degli interventi delle due giornate riminesi, nel nostro futuro non ci potrà essere sviluppo economico in assenza di sostenibilità ambientale. Parlare di green economy come di un settore diverso dagli altri diventerà un controsenso, in quanto tenderà progressivamente a coincidere con l’intera economia.<br />
Affinché questa previsione diventi realtà sono però ancora molti i tasselli da sistemare e le 70 proposte presentate a Rimini ne sono una testimonianza. Aper ha avuto un ruolo attivo nelle proposte elaborate, in particolare per il comparto dell’energia da fonti rinnovabili, diventato leader nella green economy grazie al successo delle politiche dell’Unione europea in termini di obiettivi vincolanti. Giova ricordare come i target europei fossero inizialmente temuti e avvertiti come troppo ambiziosi, salvo poi rivelarsi, viceversa, addirittura prudenti.</p>
<p><span id="more-118"></span>La prova più evidente sta nelle nuove asticelle, riviste al rialzo, che il nostro Paese si è autonomamente assegnato nell’ambito della Strategia Energetica Nazionale, recentemente pubblicata online per la consultazione degli stakeholder: si è passati dal 17% al 20% di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali di energia e dal 26% al 38% per le sole rinnovabili elettriche sui consumi finali elettrici.<br />
Tuttavia, quando poi si vanno a cercare gli strumenti attuativi per il raggiungimento di tali obiettivi si scopre una notevole dissonanza tra buone intenzioni e possibile realizzazione.<br />
Troppo poco, infatti, è stato indicato nel documento governativo per supportare le fonti rinnovabili nell’inevitabile fase di accompagnamento post incentivi. In particolare viene prevista un’ulteriore semplificazione delle procedure autorizzative, ma non viene data nessuna indicazione su come effettuarla. Si propone, poi, una revisione del meccanismo dello scambio sul posto, in modo da estenderne giustamente l’applicazione – sarebbe auspicabile almeno fino a 10 MW -, ma prevedendo al contempo un addebito ai produttori in net metering di buona parte degli oneri di sistema, il che eliminerebbe i benefici della prima misura.<br />
Ad avviso di Aper non basta: occorrerebbe maggior coraggio attraverso l’introduzione di ben altre misure, dalla regolamentazione della vendita diretta dell’energia elettrica nell’ambito dei sistemi efficienti d’utenza alla completa rimodulazione del mercato elettrico – oggi ritagliato su misura dei grandi produttori termoelettrici – verso il nuovo scenario della generazione distribuita creato dalla forte crescita delle rinnovabili.<br />
L’auspicio è che la consultazione sulla Sen serva davvero a dotare di strumenti utili e ben congegnati queste ‘ultime miglia’ che le rinnovabili devono ancora compiere per giungere alla grid pariy. Fermarsi proprio adesso sarebbe un clamoroso autogol per il nostro Paese e per la green economy.</p>
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