Imprese alla prova della solidarietà

Nel 2012 sono stati più di 1.600 i cittadini e i dipendenti che hanno deciso di diventare volontari per un giorno, dando così vita alla più grande campagna di volontariato mai realizzata a Milano.
Per il 2013 lobiettivo è rafforzare e diffondere ulteriormente il messaggio di partecipazione alla base delliniziativa e invitare cittadini e imprese ad offrire alle organizzazioni nonprofit bisognose di aiuto non solo il proprio tempo, ma anche le proprie competenze; questa la sfida che i promotori della campagna Comune di Milano, Ciessevi, Fondazione Sodalitas e Un-Guru, insieme con Kpmg che lha ideata e coordinata dal suo avvio hanno deciso di affrontare per questa nuova edizione.
«Volontari per un Giorno è un esempio concreto di come sia possibile e utile sviluppare partnership tra pubblico, privato e nonprofit – ha dichiarato Lucia Silva, Csr manager di Kpmg Italia –. Quando la visione e l’obiettivo sono comuni, le energie si uniscono e le competenze si contaminano positivamente. Nel nostro caso abbiamo avuto l’onore di aver acceso la miccia e di aver aggregato soggetti che con noi hanno condiviso l’entusiasmo per un progetto che vuole guardare lontano, contribuendo a sviluppare una società più coesa, in cui la solidarietà sia sinonimo di civiltà e progresso”.

Kelly Global Workforce Index misura la job satisfaction

Sei felice del tuo lavoro? A questa risposta, sempre più critica in questi tempi di crisi, Kelly Services, leader mondiale nella consulenza per le risorse umane, ha dedicato l’ultimo Kelly Global Workforce Index.

Quest’indagine raccoglie le risposte di più di 120 mila persone di 31 paesi, di cui circa 7 mila in Italia, e mostra gli effetti dei diversi fattori che impattano sul mondo del lavoro attuale, tra cui le differenze geografiche e la responsabilizzazione dei dipendenti, con un particolare focus sui tre gruppi generazionali principali: Y (19–30 anni), X (31–48 anni) e Baby Boomers (49–66 anni).
Nel dettaglio, il terzo capitolo del Kelly Global Workforce Index 2013 analizza il tema della job satisfaction dal punto di vista dei dipendenti, secondo i quali il rapporto con il proprio capo è l’elemento chiave per essere soddisfatti del proprio lavoro.

Secondo il sondaggio, a livello globale, solo il 48% dei lavoratori che ha cambiato azienda nell’ultimo anno è felice del nuovo ruolo. La percentuale più alta si riscontra nell’Asia Pacifica (64%), seguita da Emea (43%) e dalle Americhe (41%). A livello generazionale, invece, i più soddisfatti sono gli appartenenti alla Gen Y (54%), rispetto al 47% della Gen X e al 40% dei baby boomers.
In Italia, invece, si dichiara soddisfatto il 46% dei lavoratori, mentre solo il 12% non lo è. Tra le principali motivazioni dell’insoddisfazione vi è la delusione delle aspettative (19%), la difficoltà d’inserimento all’interno del team (13%) e un lavoro poco stimolante (13%).

Wwf e Autogrill, sperimentare per non sprecare

Strategie antispreco, sperimentazioni in corso. Nell’ambito dell’iniziativa del Wwf “One Planet Food” (e aspettando Expo2015), Autogrill ha lanciato un’iniziativa di collaborazione che prevede lo sviluppo di una filiera integrata per i rifiuti organici di tre punti vendita: Villoresi Est, Brianza Nord e Brianza Sud. Qui, i rifiuti alimentari verranno trasformati in compost che, a sua volta, sarà utilizzato per alimentare un orto nell’Oasi Wwf Bosco di Vanzago, alle porte di Milano.

L’iniziativa segue di pochi mesi l’apertura della struttura Villoresi Est sulla A8 Milano Laghi (best practice internazionale del gruppo per la tutela ambientale e l’innovazione sostenibile, che ha ottenuto la certificazione Golden Leed e il marchio di qualità Design for all per l’accessibilità del sito), il Bistrot Milano Centrale (nella stazione di Milano, sviluppato con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) la nuova Terrazza Aperol e il Caffè Motta in Piazza Duomo. Un drappello di punti vendita che rappresenta una vetrina dell’avanguardia nel mondo della ristorazione e per i visitatori che parteciperanno a Expo 2015.

L’hub di sperimentazione Wwf-Autogrill si articola in tre fasi: raccolta e recupero degli sprechi e dei rifiuti organici nei tre punti vendita (anche da lavorazione, fondi di caffè, ecc.); trasformazione in compost certificato; successivo utilizzo in un orto didattico creato nell’Oasi Wwf Bosco di Vanzago, dove sarà promosso un programma educativo e di sensibilizzazione, coinvolgendo le scuole del territorio. Si stima che, grazie ai rifiuti prodotti in un anno dai tre punti vendita, si riuscirà a fertilizzare un terreno di 280 mq.

a ricordato che Vanzago è una delle Oasi Wwf coinvolte nel programma di agricoltura sostenibile “Terre dell’Oasi”, per praticare i metodi biologici e biodinamici nella coltivazione di olio, pasta, riso, miele e sale. Nell’ambito della collaborazione, Autogrill promuoverà i prodotti Terre dell’Oasi nel punto vendita Villoresi Est e aiuterà il Wwf nella definizione di nuove filiere con impatto ambientale ridotto.

Meno sprechi tra i fornelli

Quale strascico hanno lasciato i recenti scandali alimentari della ‘carne equina’ e qual è l’attuale percezione dell’industria alimentare in Italia?
L’indagine avviata dall’istituto di ricerca Ipsos Pubblic Affairs all’indomani degli episodi più critici ha cercato di dare risposta a questi interrogativi. Ne esce un quadro piuttosto solido del comparto, che si vede confermata la sufficienza piena (6,19 su 10), con un 23% di rispondenti che le riconoscono addirittura voti superiori al 7. «Nel complesso, il settore alimentare paga lo scotto delle proprie crisi, ma sempre in forma lieve – commenta Andrea Alemanno, group director di Ipsos –. Spicca invece un atteggiamento di crescente sfiducia verso le multinazionali, che non raggiungono la sufficienza. Si fermano infatti al 4,95, a fronte delle piccole aziende nazionali o locali, che si attestano sopra il 7. Ma è un atteggiamento che non si traduce in atto d’acquisto e non penalizza i grandi brand. In fondo, al di là delle dichiarazioni, i nomi noti restano leader, cioè preferiti a scaffale, perchè sono ancora in grado di rassicurare i consumatori».
Ampliando il raggio d’indagine, la ricerca Ipsos ha messo in evidenza due macrotendenze che coinvolgono il comparto alimentare: la prima è l’attenzione agli sprechi. «Si tratta di un’onda lunga, che la crisi ha accelerato, ma che era già emersa con forza. Il consumatore si è fatto più razionale, nella spesa fa attenzione a non sprecare, evita l’acquisto d’impulso salvo nei prodotti più spiccatamente edonistici».

Gri-G4, come ti ingaggio il Cda

Le aziende con un processo consolidato e integrato nel business per la gestione dei temi ambientali e sociali sono solo una piccola parte di quelle che ogni anno pubblicano un rendiconto delle proprie performance di sostenibilità. Non è infrequente, infatti, che le aziende comincino ‘dalla fine’ il proprio percorso di avvicinamento alla sostenibilità, proprio a partire dallo sforzo di adeguarsi agli standard di rendicontazione. Con l’uscita della nuova versione delle linee guida Gri-G4 per la rendicontazione di sostenibilità questo panorama potrebbe però mutare. Infatti, se le versioni precedenti dello standard Gri (G3 e G3.1) si prestavano a un esercizio di ‘spunta’ degli indicatori da rendicontare a partire dai dati disponibili in azienda, la prospettiva implicita nel G4 è opposta: prima occorre decidere su quali temi (economici, ambientali, sociali) focalizzare la propria rendicontazione (i temi ‘material’), e in seconda battuta definire, per ognuno, quali indicatori rendicontare, con quale livello di approfondimento e con quale modalità. In altre parole sta all’azienda la libertà (e la responsabilità) di focalizzare la rendicontazione solo sui temi più rilevanti, e questo rende cruciale il modo in cui questa scelta viene effettuata, vale a dire il processo di determinazione dei temi material, che deve essere solido, trasparente, e non può prescindere da un elevato coinvolgimento del management ai più alti livelli aziendali.

Sostenibilità, un’immagine per raccontarla

Un modello di business virtuoso che dalla dimesione artigianale ha assunto rilievo internazionale, grazie alla cura dei prodotti e delle risorse naturali. L’infografica pubblicata sul numero di giugno/luglio di GreenBusiness (vedi) mostra la crescita di Grom, il produttore di gelato noto per la scrupolosa ricerca delle migliori materie prime, frutto del lavoro appassionato di Federico Grom e Guido Martinetti e delle altre persone che lavorano con entusiasmo al progetto. Grom rappresenta un caso d’innovazione di successo in un settore in cui l’industrializzazione e la ricerca dell’efficienza produttiva aveva ridotto la qualità del prodotto a fattore secondario e allo stesso tempo un esempio di crescita economica sostenibile (green growth).

Nata come gelateria artigianale nel centro di Torino, Grom ha riscontrato un grande successo presso una clientela sempre maggiore, che ha portato la società a crescere in modo esponenziale fino ad aprire gli attuali 62 punti vendita sia sul territorio nazionale che all’estero. Come ci racconta Guido Martinetti, Grom ha sempre tenuto al centro del suo pensiero operativo la terra e l’agricoltura e questo ha guidato un processo di crescita economica sostenibile, che non vede l’ambiente come un ricettore passivo dei rifiuti e dell’inquinamento generato dall’attività produttiva, ma come un enabler della crescita economica aziendale e del benessere umano dei dipendenti e dei clienti.

Gender diversity: fattore di successo per la crescita

Favorire la valorizzazione delle competenze femminili in azienda, ma soprattutto incidere sulla cultura delle differenze di genere e sull’informazione aziendale, trovando il giusto mix di talenti, aspirazioni e competenze tra uomo e donna, capace di migliorare il clima e le performance nelle organizzazioni. Questo il tema principale emerso dal terzo incontro del ciclo ‘Anime Diverse’, ideato e realizzato da Anima per il sociale nei valori d’impresa, associazione non profit promossa da Unindustria, che promuove la cultura della sostenibilità tra le imprese del territorio, in collaborazione con Studio Santarsiero, che si occupa di consulenza nel settore delle risorse umane.
In occasione dell’incontro, si sono confrontate le aziende Ferrovie dello Stato Italiane, Msd Italia e Orange Business Services.

Jorgen Sanders, il mondo tra 40 anni

Ho trascorso questi ultimi 40 anni cercando di salvare il mondo dall’insostenibilità, con scarso successo, e così mi è nata la curiosità di sapere cosa accadrà nei prossimi 40 anni. I limiti dello sviluppo e i successivi Rapporti erano studi di analisi di scenario che descrivevano una serie di futuri diversi, che parlavano del loro merito relativo, e raccomandavano una politica che avrebbe potuto rendere il futuro meno insostenibile.

2052 è un cambio di rotta significativo: in esso propongo ciò che io credo potrà accadere su larga scala tra oggi e il 2052. La previsione è guidata da un modello informatico, ma è anche mediata dalla mia ipotesi del ruolo che giocherà il processo decisionale umano nei prossimi anni.

Fotovoltaico, quale futuro?

Dove andr�? il fotovoltaico senza incentivi? La domanda è d’obbligo dal momento che il supporto pubblico al settore sta per esaurirsi. A tirare le somme sull’andamento del settore e a ipotizzare le stime di sviluppo il Solar Energy Report del Politecnico di Milano che sar�? presentato il 16 aprile, di cui GreenBusiness vi propone un’anteprima.

In un quadro globale di crescita nell’ordine del 3-9% rispetto al 2012, l’anno in corso potrebbe concludersi in Italia con un livello di installato tra gli 1,5 e i 2,2 GW, decisamente inferiore rispetto al 2012.
Riduzione delle tariffe e modifiche relative alle modalit�? di accesso all’incentivazione seguite all’introduzione del Quarto e del Quinto Conto Energia sono alla base della contrazione del mercato, destinato a ridimensionarsi ulteriormente nel 2014, quando in assenza di incentivi si prevede una potenza installata inferiore al GW (–74% rispetto al 2012).
Il Quinto Conto Energia si esaurir�? infatti sicuramente al più tardi nel corso del secondo semestre 2013. Secondo le stime il limite dei 6,7 miliardi di euro potrebbe essere raggiunto gi�? alla fine di giugno 2013, con una conseguente chiusura del sistema incentivante entro la fine di luglio 2013, trascorsi i 30 giorni stabiliti dal Decreto 5 Luglio 2012. L’effetto del Secondo Registro potrebbe però anticipare il raggiungimento del limite di spesa a giugno o, addirittura, a maggio 2013.

Food, le vie dell’etica sono tre

Quali modelli ha a disposizione un’azienda alimentare che vuole comunicare la sostenibilità? È quanto ha cercato di indagare l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con l’occasione della presentazione dell’indice Poliedro (Pollenzo index environmental and economics design), nato per offrire un parametro univoco di valutazione della sostenibilità dei prodotti alimentari. «La comunicazione delle aziende del food si è finora focalizzata, per così dire, sul ‘modello qualità’ – spiega Giacomo Festi, studioso dell’Università di Pollenzo (nella foto, ndr) –, ovvero ha cercato di trasmettere i concetti di gusto, freschezza, salubrità, valori nutrizionali, ecc. Ebbene, la comparsa del concetto di sostenibilità va a mettere sotto pressione questo modello, rendendo necessari nuovi paradigmi».

Quattro strade
per trasmettere il gusto
Per semplificare, il modello qualità finora sfruttato dall’advertising alimentare prevede quattro modalità. La prima ha come messaggio principale il rispetto di severi standard produttivi (qualità ‘regolata’), per esempio vantando le certificazioni ottenute dall’azienda.