Age Diversity: le best practice di UniCredit e Telecom
Favorire lo scambio intergenerazionale in azienda e il passaggio di valore tra una generazione e l’altra, rinnovare e rimettere in circolo le energie degli over experienced, favorendo l’inserimento e l’apprendistato dei più giovani. Questi i temi principali emersi dal secondo incontro del ciclo ‘Anime Diverse’, ideato e realizzato da Anima per il sociale nei valori d’impresa, associazione non profit promossa da Unindustria, che promuove la cultura della sostenibilità tra le imprese del territorio, in collaborazione con Studio Santarsiero, che si occupa di consulenza nel settore delle risorse umane.
In occasione dell’incontro, si sono confrontate le aziende Telecom Italia e Unicredit. L’esperienza di Telecom Italia rileva quanto sia importante per l’azienda avere un personale il più possibile eterogeneo, non solo dal punto di vista dell’età. «Solo così l’azienda può crescere e rinnovarsi senza dover rinunciare alle conoscenze e alle abilità acquisite nel tempo – spiega Fabio Galluccio, responsabile people caring di Gruppo Telecom Italia (nella foto) – L’allungamento della vita lavorativa aumenta l’age diversity all’interno dei contesti lavorativi. Sempre di più le organizzazioni diventeranno terreno di confronto fra differenti generazioni: almeno quattro generazioni che condividono gli stessi spazi di lavoro e operano sugli stessi processi, ma con caratteristiche e approcci diversi. Diventa quindi sempre più cruciale per le imprese dotarsi di strumenti e di responsabili capaci di cogliere le caratteristiche distintive delle molte generazioni presenti per rendere l’organizzazione un luogo in grado di accogliere e soddisfare le aspettative delle diverse fasce generazionali di popolazione favorendone allo stesso tempo l’integrazione».